In Cristo sono nascosti i tesori della conoscenza

Un giorno una parola – commento a Colossesi 2, 2-3

 

 

Le cose occulte appartengono al Signore nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri figli per sempre

Deuteronomio 29, 28

 

 

Affinché i loro cuori siano incoraggiati e, uniti mediante l’amore, siano dotati di tutta la ricchezza della piena intelligenza per conoscere a fondo il mistero di Dio, cioè Cristo, nel quale tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti

Colossesi 2, 2-3

 

Care lettrici, cari lettori, i giorni scorsi ha colpito la mia attenzione la rilevanza mediatica sulla scomparsa di un noto fisico italiano. L’aspetto che più si sottolineava era la sua fede cristiana e la sua convinzione che l’insieme delle leggi fisiche e matematiche abbiano il loro naturale fondamento in Dio.

 

Non so come abbiate reagito a questa notizia; personalmente mi lascia abbastanza indifferente. Che questo importante scienziato italiano cattolico o un’altra altrettanto famosa scienziata italiana notoriamente atea, abbiano spiegato le loro convinzioni sulla religione, non so quanto possa aggiungere agli innumerevoli onesti sforzi della scienza (in tutte le sue declinazioni, dall’astrofisica alla psicologia dinamica) di dire una parola autorevole su Dio.

 

Sono personalmente scettico e refrattario alle manifestazioni di sicurezza sulla fede, che si tratti di scienza o di pseudoscienza; mi riferisco in questo secondo caso a tutta quella costellazione di espressioni cristiane che basano la propria certezza su una lettura integralista e decontestualizzata della Bibbia. Senza scomodare i numerosi milioni di elettori di un noto presidente, siamo sicuri che le certezze su Dio, la sua volontà e quindi il nostro destino terreno esprimano genuinamente la fede cristiana?

 

Quello che leggiamo da alcune lettere di Paolo, sembra proprio il contrario. Piuttosto, l’apostolo sconfessa pseudo certezze di alcuni gruppi cristiani, che si affidavano a una serie di concezioni di varia provenienza culturale. Ma il “mistero” di Dio non può essere dischiuso se non attraverso Cristo; anzi, il mistero di Dio è Cristo.

 

Se è troppo poco, affidare la nostra certezza sul mondo a quell’uomo nato, vissuto, morto e risorto, lo sguardo della fede, “confortato dalla comunione nella carità”, precisa Paolo, cioè sostenuto dai tanti che con noi credono, ci permette di affermare che no, non è poco, bensì è l’unica strada possibile. Amen.