Porsi al servizio di Dio
Un giorno una parola – commento a Marco 6, 41-42
Il Signore ha risposto e ha detto al suo popolo: «Ecco, io vi manderò grano, vino, olio, e voi ne sarete saziati»
Gioele 2, 19
Gesù prese i cinque pani e i due pesci, e, alzati gli occhi verso il cielo, benedisse e spezzò i pani, e li diede ai discepoli, affinché li distribuissero alla gente; e divise pure i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono e furono sazi
Marco 6, 41-42
La compassione è il filo conduttore di questo episodio. Gesù prova compassione per la folla che lo segue, che egli vede come pecore senza pastore. E allora, pur essendo molto stanco, non si risparmia e comincia a insegnare a questa folla priva di guida.
Poi c’è la compassione che i discepoli provano per questa folla affamata, e lo dicono al Maestro. E lui risponde: “Date loro voi da mangiare”. I discepoli hanno ben poco, eppure seguono gli ordini di Gesù, fanno sedere le persone sull’erba, e quei pochi pani e pesci sfameranno una folla di cinquemila persone; e resteranno anche molti avanzi.
Il Signore, quindi, si preoccupa della salute spirituale della folla, ma non trascura la loro esigenza fisica di sfamarsi. Però si serve dei discepoli come tramite: “Date loro voi da mangiare”.
Ecco dunque quello che il Signore si aspetta anche da noi: che sappiamo essere il suo tramite, i suoi servitori e servitrici per portare aiuto, conforto. Non possiamo restare passivi, passive, aspettando che il Signore porti aiuto a chi è nel bisogno. Egli vuole servirsi di noi, che siamo tenuti a prenderci cura del prossimo.
Siamo tenuti a diffondere la sua parola, a prendere posizione contro ogni sopruso, ingiustizia; ma Egli si aspetta anche che sappiamo portare aiuto materiale, a chi non ha da mangiare o manca del necessario per vivere dignitosamente.
Dio non abbandona questo mondo e i suoi abitanti, ci segue, siamo nei suoi pensieri, anche se non ce ne rendiamo conto. Ma vuole servirsi di noi, che siamo tenuti a diffondere la sua parola; siamo tenute a prenderci cura del benessere spirituale e materiale degli esseri umani. Non vuole che restiamo passivi, lieti e liete del fatto che Egli si è fatto conoscere da noi e ci ha fatto sue pecorelle. Si aspetta che ci poniamo al suo servizio, per portare conforto a chi ne ha bisogno, e per portare aiuto materiale a chi non ha il necessario per vivere. È bene non dimenticarlo mai. Amen.