Scuola: una mostra che fa discutere

In un istituto comprensivo di Catanzaro un’attività di taglio confessionale

 

È oggetto di discussione l’iniziativa in programma dal 19 al 23 gennaio in un istituto comprensivo di Catanzaro (Ic Patari-Rodari-Pascoli-Aldisio): una mostra dedicata al beato Carlo Acutis, un giovane che espresse il suo rapporto con la fede con la realizzazione di siti web sulla fede stessa e con attività di volontariato rivolte alle persone in difficoltà, prima che una malattia grave e ineluttabile lo facesse spegnere a 15 anni.

 

Ciò che lascia perplessi – si legge in una lettera aperta che Tommaso Scicchitano, operatore sociale, scrittore, cristiano, ha rivolto al vescovo di Catanzaro-Squillace Claudio Maniago – è che la mostra, in orario scolastico, si rivolge a bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni, è che la vita cristiana del ragazzo costituisce un modello che «non parla a tutti i cristiani (…). E certamente non parla a chi cristiano non è, o non è ancora, o non sarà mai. Proporre questo modello come universale, in una scuola pubblica, significa già escludere».

 

«La circolare scolastica (n. 92 dell’8 gennaio) – prosegue il testo – presenta l’iniziativa come “attività educativa e culturale” su solidarietà, tecnologia, valori giovanili. Ma il modulo di autorizzazione (…) chiede ai genitori di dichiarare di essere “a conoscenza che l’attività ha una connotazione legata alla religione cattolica”». Inoltre, dice l’autore, la circolare indica che per quei genitori che non autorizzano la visita, «verranno garantite attività didattiche alternative». Attendiamo nuovi sviluppi.

 

Foto da sito internet diocesi di Assisi