Nondemocrazia

Siamo ancora in grado di comprendere quanto la democrazia sia importante? Il libro-diario di Mario Barbaro ci accompagna nell’intricato e labirintico percorso del sistema politico e sociale del nostro Paese

 

«La grave disaffezione verso le istituzioni e la politica in generale è ciò che mi ha spinto a scrivere alcune riflessioni di questo volume, e che contiene alcuni pensieri che ruotano attorno al concetto di democrazia, con approfondimenti inseriti nell’attualità del contesto italiano. Non si tratta di un lavoro di ricostruzione storica, ma di uno strumento che spero possa suscitare nel lettore nuovo interesse e maggior consapevolezza su temi che ci riguardano molto da vicino. La democrazia è preziosa. La sua difesa passa attraverso la consapevolezza», afferma Mario Barbaro (laurea in Economia, militante politico e componente del direttivo del Centro Pannunzio) presentando il suo ultimo lavoro editoriale dal titolo Nondemocrazia – Il sistema in cui viviamo dipende solo da noi.  (Sbs Edizioni – 108 pagine).

 

Un diario che raccoglie esperienze, pensieri, che l’autore offre al lettore senza alcuna pretesa, ma con il solo intento di poter dare indicazioni per far riflettere sul presente che viviamo, un presente non facilmente decifrabile, non facilmente afferrabile, un presente costellato da crisi sociali, lavorative, sindacali e di guerre vicine ai nostri confini. Tra  cambiamenti climatici e frammentazioni globali Barbaro decide di percorrere l’intricato labirinto che (nella copertina di Sheyla Bobba) è situato all’interno di un maestoso Pantheon, a simboleggiare la complessità del sistema politico e sociale.

 

Tra i temi affrontati emerge un pilastro, la nostra Carta Costituzionale, tuttavia ricorda l’autore «oggi modificata sostanzialmente, attraverso la riduzione del numero di parlamentari», e ancora  riflessioni sul sistema carcerario italiano, passando dal tema sicurezza a quello delle libertà.

Senza tralasciare riflessioni dedicate all’economia, ai diritti umani e all’ambiente.

Il libro è corredato da schede dove emergono personaggi quali Montesquieu, Voltaire, Tocqueville, Popper, Einaudi. E ancora fonti e strumenti utili per cercare la democrazia e o la non-democrazia nella rete internet.

 

Nella sua prefazione, Niccolò Rinaldi (già responsabile dell’informazione dell’Onu in Afghanistan, eurodeputato a Strasburgo, oggi segretario generale aggiunto al Parlamento Europeo) cita l’eco «del profeta disarmato», intellettuale giornalista antifascista torinese, Piero Gobetti: «Che ho a che fare io con gli schiavi?», un motto che Gobetti volle fosse impresso sui frontespizi delle sue riviste e dei suoi libri, capace di riassumere la sua opera e il suo operato; dunque espressione della sua intransigenza di fronte a qualsiasi tipo di totalitarismo.

 

Nel breviario di Barbaro il lettore è proiettato verso una «una coscienza civica – rileva Rinaldi –, utile per combattere contro ogni forma di scetticismo, e di ignoranza, e di rassegnazione dell’utente verso la politica».

All’analisi italiana non manca la cornice europea, di conseguenza il concetto di democrazia: «“La democrazia, chi ce l’ha”, cantava Rino Gaetano tra le strofe della canzone “Aida”, pubblicata nel 1978 – dice l’autore –. Ma cosa si intende per democrazia? Nel libro emergono i punti di vista di chi crede ancora nella democrazia in un epoca in cui fioccano messaggi semplicistici da parte della politica, oltre che dai media e dei social network».

 

Dunque, spazio a tematiche quali la separazione dei poteri sino agli errori giudiziari: 547 casi tra ingiuste detenzioni ed errori nel solo 2022; anno preso in considerazione dall’autore grazie ai dati disponibili.

Nel fluire di pensieri e di riflessioni Barbaro inserisce anche una finestra sulle democrazie del mondo sulle libertà, come lo è quella religiosa: «Per ben diciassette anni consecutivi si è registrato un deterioramento della libertà nel mondo e ciò significa che il numero dei paesi che segnano un peggioramento delle libertà democratiche supera il numero dei paesi che migliorano il loro tasso di democraticità».

 

Un volume agile e ricco di spunti per fermarsi a riflettere sul mondo di oggi e sull’Italia che viviamo.