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L’alba della Riforma come momento di passaggio

«Verso la Riforma. criticare la Chiesa, riformare la Chiesa (fine XV – inizio XVI secolo)» è l’impegnativo titolo per un altrettanto impegnativo convegno, il 57° della serie, che la Società di studi valdesi organizza per i giorni da oggi al 3 settembre prossimi (Torre Pellice, Aula sinodale, con inizio alle 15). La denominazione definitivamente assunta dalla serie dei convegni (convegni di studi sulla Riforma e sui movimenti religiosi in Italia) è ora anche riecheggiata dalla nuova rivista di cui la Società stessa si è dotata, Riforma e movimenti religiosi (v. Riforma n. 31, p. 4), che sarà presentata all’interno del convegno tramite una discussione di Massimo Firpo con i componenti la redazione, e definisce da subito l’ampiezza dello sguardo dell’iniziativa.

Ne è una conferma la qualità e anche, quest’anno, il numero delle relazioni in programma. Era infatti intenzione della Società, in coincidenza con il 500° anniversario dell’avvio della Riforma, organizzare un convegno «sui movimenti culturali e religiosi, umanistici o di opinione pubblica, critici nei confronti della Chiesa dominante, di lunga tradizione anticlericale o con antiche inquietudini millenaristiche, presenti sia in Italia, sia in Europa, alla fine del Quattrocento e nei primi decenni del Cinquecento». Una temperie, quella a cui si fa riferimento, in cui convivevano «il pluralismo delle proposte, il sincretismo culturale, le differenziazioni riformatrici».

«Nell’ideazione di questo convegno – spiega Susanna Peyronel, presidente della società di Studi valdesi e già professoressa ordinaria di Storia moderna e di Storia dell’Età della Riforma e Controriforma all’Università Statale di Milano  –  e di questo programma abbiamo voluto raccogliere gli studi e le analisi storiche su tutto quello che è iniziato con la Riforma protestante ma a prescindere da Lutero. Il convegno cerca di mettere a fuoco una serie di studi che sono già stati fatti negli anni che riguardano tutto quello che è stato prima di Lutero e che ha preparato la rottura che, si dice, Lutero non voleva ma che poi i riformatori ginevrini e francesi al contrario volevano e cercavano. Volevano creare una nuova chiesa, un nuovo modo di predicare Cristo». 

Il momento è in effetti quello che sta per dare luogo a una vera rivoluzione: finisce un mondo e ne inizia un altro: «il quadro tradizionale della pietas medievale e le sue profonde incrinature tardo-quattrocentesche (…) lo spirito di apertura e di ricerca dei primi tempi, la circolazione della stampa…». Il procedere del movimento della Riforma accentuerà sempre più l’ingresso in un nuovo ambiente europeo di riferimento.

Le quasi trenta relazioni – di cui alcune in lingua francese – si articolano in cinque sessioni, dedicate rispettivamente a una serie di sottotemi: «Prima di Lutero» (G. Zarri, E. Campi, M. Zaggia, L. Biasori, M. Camaioni); «Umanesimo e anticlericalismo» (M. Regoliosi, M. Dall’Asta, S. Negruzzo, M. Biagioni, S. Adorni Braccesi, D. Dalmas, A. Romano, G. Civale, S. Dall’Aglio); «Il libro, i libri» (L. Vogel, C. Martinuzzi, L. Felici, R. Gorris Camos); «Verso la Riforma» (A. Vanni, G. Alonge, G. Caravale, L. D’Ascia); «Proporre una nuova chiesa» (M. Benedetti, N. Szczech, G. Gross, D. Solfaroli Camillocci, R. Bodenmann).

«I relatori sono tutti studiosi affermati, tra i massimi studiosi di questi temi in Italia e all’estero e tra loro ci sono anche molti giovani dottorandi quindi sarà una discussione anche molto divertente» spiega ancora Peyronel.

L’organizzazione avviene con la supervisione di un Comitato scientifico, di cui fanno parte Eleonora Belligni, Philip Benedict, Emidio Campi, Guido Dall’Olio, Albert de Lange, Lucia Felici, Gigliola Fragnito, Ottavia Niccoli, Susanna Peyronel (presidente della Società), Silvana Seidel Menchi e Lothar Vogel (Facoltà valdese di Teologia).

Per informazioni, Società di Studi valdesi, tel. 0121-932765; e-mail: [email protected]; www.studivaldesi.org.