La buona accoglienza si racconta a Torre Pellice

Alla Galleria Scroppo una giornata dedicata al racconto e alla costruzione di buone prassi di accoglienza

Sabato 17 giugno, alla Galleria civica d’arte Filippo Scroppo di Torre Pellice, ha avuto luogo il convegno “Persone accolte – buone prassi di accoglienza”. L’evento è stato organizzato dalla Diaconia Valdese in collaborazione con il Comune di Torre Pellice e la biblioteca civica “Carlo Levi” in prossimità della Giornata Mondiale del Rifugiato e alla vigilia della partenza del nuovo protocollo di accoglienza che vede Torre Pellice capofila di un progetto che coinvolge tutta la valle.

L’incontro è stato l’occasione per presentare una serie di esempi virtuosi di accoglienza sul territorio e per sviluppare nuovi percorsi su diverse aree tematiche. Un pomeriggio che è stato articolato in tre diversi momenti, partendo dall’introduzione e i saluti delle istituzioni, con gli interventi di Marco Cogno e Maurizia Allisio, sindaco e assessora del comune di Torre Pellice, che hanno presentato la giornata e illustrato in sintesi il nuovo protocollo d’accoglienza che partirà dal primo di luglio. A seguire, l’intervento di Donatella Giunti, funzionaria assistente sociale della Prefettura di Torino, che ha fornito una descrizione puntuale e incisiva del tema dell’accoglienza sul territorio. Successivamente sono stati presentati alcuni esempi virtuosi, come quello dei titolari di una pizzeria di Villar Pellice che hanno descritto la loro esperienza di coinvolgimento di un ragazzo africano richiedente asilo in un percorso lavorativo, evidenziando i risultati positivi per entrambe le parti coinvolte in questo cammino. È stata poi la volta dello sport, con i rappresentanti del gruppo Freudenberg e della società Sporting Pinerolo che hanno raccontato il loro supporto alle avventure sportive di una squadra di calcio che ha partecipato al campionato amatoriale del Pinerolese nella stagione appena conclusa e di una squadra di curling che ha destato non poca curiosità tra i media nazionali.

Nell’ultima parte del pomeriggio i numerosi partecipanti al convegno si sono divisi in quattro gruppi di lavoro che hanno discusso e proposto le buone prassi di accoglienza in diversi contesti, partendo dai concetti di territorio, inclusione, istruzione e lavoro. «Un momento costruttivo – racconta Diego Mometti, coordinatore del gruppo dedicato al lavoro – a cui hanno preso parte rappresentanti dei più diversi settori della nostra società», dall’azienda di grandi dimensioni all’artigiano titolare di impresa individuale, passando per rappresentanti dei comuni, pensionati, studenti e operatori dell’accoglienza. «Attraverso il contributo di tutte le parti coinvolte – prosegue – abbiamo individuato la necessità di attivare un luogo di discussione e confronto tra i vari attori del mondo lavorativo per focalizzare le modalità di coinvolgimento dei richiedenti asilo in esperienze lavorative che possano soddisfare entrambe le parti. Questa potrebbe essere la sede opportuna per presentare casi studio di esperienze particolarmente felici, in modo da conoscerle a fondo e fornire una sorta di modello. Inoltre abbiamo evidenziato la necessità di fornire un’adeguata informazione a coloro che desiderano mettersi in proprio: non dimentichiamo infatti che, tra questi ragazzi, sono molti quelli dotati di competenze e professionalità spendibili nel nostro territorio».

Molte le proposte interessanti anche negli altri settori, in cui sono stati analizzate le problematiche nel settore dell’istruzione, dell’inclusione sociale e del territorio: anche in questi casi la partecipazione di soggetti provenienti da ambiti diversi hanno dato ai tavoli di lavoro una prospettiva multipla che ha certamente arricchito il dibattito. Un approccio attivo per andare oltre la semplice celebrazione, nella convinzione che, se è pur vero che fino a oggi il lavoro svolto ha portato risultati soddisfacenti, la strada da percorrere è ancora lunga.

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