Autismo: uno “spettro” che non fa paura

Nell'appuntamento presinodale "Frontiere Diaconali" si è approfondito il tema Dsa (Disturbi dello Spettro Autistico)

Orario e formula insoliti per “Frontiere Diaconali”, l’evento organizzato dalla Diaconia Valdese e inserito negli appuntamenti che arricchiscono la settimana sinodale. Sabato 20 agosto, sotto al tendone alle spalle della Casa Valdese l’autismo è stato il protagonista.

O meglio, gli autismi. Il presidente della Commissione Sinodale per la Diaconia, il pastore Francesco Sciotto ha introdotto il pomeriggio, presentando il documentario dedicato proprio all’argomento autismi. Più di due anni di riprese per arrivare a produrre “I mille cancelli di Filippo”, con la regia di Adamo Antonacci, uno spaccato di più di un’ora sulla vita di Filippo, Pippo, Zoi, ragazzo autistico, fiorentino.

Uno sguardo senza filtri, senza edulcorazioni, su un mondo ancora poco conosciuto che non è sempre “poetico” come raccontato in alcune pellicole (Rain Man per tutte) ma è fatto di una quotidianità difficile e a volte complessa da gestire per chi sta vicino alla persona con Disturbo dello Spettro Autistico (Dsa). Lunghe sequenze mostrano l’”ossessione” per i cancelli di Pippo, che è in realtà la finestra da cui lui guarda il mondo. Scene di “crisi”, anche violente, in cui il protagonista è messo a nudo. Un documentario che potrebbe diventare uno strumento, un ponte fra i vari “attori” che si occupano di Dsa.

Erano infatti presenti al pomeriggio oltre al regista del documentario, che ha raccontato, emozionandosi, della sua adolescenza trascorsa al Gould di Firenze, anche l’ente pubblico nelle vesti del dott. Marco Rolando (direttore della Struttura Complessa Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza dell’ASL TO3), la Diaconia Valdese con la dott.ssa Loretta Costantino (responsabile di struttura dell’Uliveto e del Centro Autismo BUM della Diaconia Valdese) e l’istituto valdese La Noce con la dott.ssa Anna Ponente, direttrice del Centro Diaconale. 

Rolando ha raccontato nel suo intervento l’universo dell’autismo e soprattutto l’importanza della diagnosi precoce. «Un bambino su 70-80 manifesta Dsa, sono numeri elevati che nel territorio dell’AslTo3 significano 500-600 bambini e bambine da seguire. È fondamentale riuscire a intervenire nei primissimi anni per riuscire a contenere i problemi maggiori in quella che si definisce la “finestra riabilitativa”: dagli autismi non si guarisce ma se “preso per tempo” si può ambire a una vita autonoma sotto molti aspetti. Per questo motivo sette anni fa sono riuscito ad attivare un master universitario che si occupa di formazione in questo ambito ma ci sono ancora molti vuoti da colmare; per questo aspetto è importante e fondamentale la collaborazione con enti del terzo settore come la Diaconia».

Costantino ha invece raccontato il funzionamento del “Bum”. «Siamo cresciuti tanto in questi anni, spostandoci prima da Torre Pellice a Pinerolo e aprendo poi una sede più grande fino ad arrivare ai 160 bambini e ragazzi seguiti oggi sotto molteplici aspetti: non solo al Centro ma anche a scuola, a casa, e con nuovi progetti legati al mondo dello sport e della montagna».

Infine Ponente ha condiviso l’esperienza de La Noce di Palermo, una realtà che «nonostante le complessità continua a offrire i migliori servizi possibili, cercando di ampliarli».

A fine pomeriggio è poi stato presentato e distribuito il numero 15 de «I quaderni della Diaconia» intitolato «Autismo e impegno sociale» e al cui interno si possono trovare informazioni utili a comprendere, a conoscere e a rapportarsi con i Dsa.

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