Attingere forza dal Signore

Un giorno una parola – commento a I Samuele 30, 6

Davide si fortificò nel Signore, nel suo Dio
I Samuele 30, 6

Allora gli apostoli dissero al Signore: «Aumentaci la fede!»
Luca 17, 5

Nell’arco della vita, a tutti è capitato di trovarsi ad affrontare delle asperità, delle sfide quotidiane che, talora, ci piombano addosso come una valanga inattesa, tanto da sentirci sopraffatti. È proprio nei momenti di avversità che ci confrontiamo con le nostre fragilità. Per chi crede, quello è il momento di riconoscersi bisognoso dell’aiuto del Padre.

Essere cristiani, infatti, non ci mette al riparo dagli strali della vita, proprio per questo

il Vangelo ci avverte di essere sempre pronti e di prendere la nostra forza dal Signore come ci ricorda il versetto contenuto nel libro dell’Esodo (15, 2a): « Il Signore è la mia forza».

Qual è, dunque, la strada da percorrere per attingere la forza del Signore?

Innanzitutto, occorre riconoscere la nostra debolezza. È proprio nella nostra debolezza che si possono instaurare le condizioni per prendere forza da Dio: «Dica il debole: «Sono forte!» (Gioele 3, 10c). L’apostolo Paolo si sentiva forte nelle sue debolezze e ci offre lo stimolo giusto per affrontare la avversità quotidiane: «Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte» (II Corinzi 12.10).

Dunque, con umiltà e fede accostiamoci al trono della grazia, avviciniamoci, grazie a Cristo, a quel Padre misericordioso, riconoscendo che: “Ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre” (Giacomo 1, 17a).

Non pensiamo ad un Dio da effetti speciali: impariamo a riconoscere la forza di Dio nel neonato a cui era stato negato ogni alloggio; nella debolezza del Crocifisso che morendo pregava per la nostra fallacità: «Padre, perdona loro che non sanno quel che fanno» (Luca 23, 34a).

È bene dunque, riconoscerci forti in Cristo.

 

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