Ucraina, chiese europee: «Continuiamo ad aiutare la popolazione»

In un seminario ospitato dal Parlamento europeo, pochi giorni fa, la testimonianza delle chiese che hanno accolto e continuano ad accogliere profughi in fuga dalla guerra, soprattutto in Slovacchia

Si è tenuto a Bruxelles lo scorso 12 luglio un seminario ecumenico sull’articolo 17, durante il quale si è anche discusso della risposta umanitaria delle Chiese europee in aiuto alla popolazione ucraina. Come si legge nel comunicato stampa pubblicato su ceceurope.org, il vescovo slovacco Peter Mihoč della Chiesa evangelica della Confessione di Augusta in Slovacchia ha rappresentato la Conferenza delle Chiese europee (Kek) nel seminario ospitato da Othmar Karas, vicepresidente del PE, responsabile dell’attuazione dell’articolo 17 del Trattato sul Funzionamento dell’UE (TFUE). Presenti all’incontro istituzionale anche rappresentanti di altre organizzazioni religiose, filosofiche e non confessionali.

«La guerra in Ucraina è stata inaspettata e orribile», ha detto il vescovo Mihoč. «Stiamo cercando di rispondere alle terribili condizioni e di servire in nome dell’amore. Apertura e vicinanza, empatia e aiuto concreto, negli ultimi mesi si sono rivelati valori preziosi in Slovacchia, indipendentemente dall’appartenenza religiosa o dalla classe sociale di coloro che serviamo. Le chiese hanno offerto una mano alle persone nel viaggio per sfuggire alle conseguenze delle atrocità e dello spargimento di sangue in Ucraina».

Mihoč ha raccontato che la sua chiesa si trova a Prešov, una città vicino al confine con l’Ucraina, un luogo che ha svolto un ruolo fondamentale nel fornire aiuto umanitario ai profughi ucraini. Circa 600.000 rifugiati hanno recentemente attraversato questi confini dall’Ucraina alla Slovacchia. «Negli ultimi mesi sono stati allestiti posti letto e in questo momento abbiamo già persone, che soggiornano per lunghi periodi, che non possono tornare perché le loro case sono state distrutte. Continuiamo a fornire attivamente a queste persone vitto e alloggio gratuiti, assistenza sociale e sanitaria sicura e ci sforziamo di creare per loro un ambiente di vita sicuro e ospitale», ha affermato il vescovo.

«Come Chiesa membro della Kek voglio assicurarvi che noi chiese vogliamo essere qui per gli altri in questi giorni difficili, specialmente per le persone dall’Ucraina. E crediamo che anche con il vostro sostegno attivo possiamo continuare i nostri sforzi umanitari», ha aggiunto Mihoč.

Il seminario si è svolto nell’ambito dell’articolo 17 TFUE, che prevede «un dialogo aperto, trasparente e regolare tra le istituzioni e le chiese dell’UE e le associazioni o comunità religiose».

Sono intervenuti all’incontro la presidente e il vice presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola Othmar Karas e Margaritis Schinas, Vicepresidente della Commissione europea per la promozione dello stile di vita europeo, Witold Jan Waszczykowski, Vicepresidente Presidente della commissione per gli affari esteri e presidente della delegazione al comitato di associazione parlamentare UE-Ucraina.

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