Servizio civile. Firenze e i minori con fragilità

Il racconto di quattro giovani che stanno svolgendo l'anno di servizio civile con la Diaconia valdese fiorentina. A fine gennaio scade il nuovo bando

Sofia, Letizia, Ilaria e Daniele sono quattro giovani alle prese con il Servizio civile universale, la possibilità data ai giovani fra i 18 e i 28 anni di mettersi alla prova con un anno di attività sociale, solidale, a contatto con il mondo reale, con i bisogni delle persone.

La CSD Diaconia Valdese è un ente accreditato all'Albo degli enti di Servizio Civile Universale. Gestisce progetti nell'ambito delle strutture delle Chiese metodiste e valdesi in Italia e di enti partner con i quali ha decennali rapporti di collaborazione.

Il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale ha pubblicato i bandi 2021 per la selezione di volontari/e da impiegare in progetti di Servizio Civile Universale nel 2022-2023.

Il bando scade alle ore 14:00 del giorno 26 gennaio 2022. 

I progetti di Servizio Civile Universale durano 12 mesi, possono essere svolti da ragazzi/e tra i 18 e i 28 anni compresi, una sola volta nella vita (ad eccezione di coloro che hanno svolto servizio civile nell’ambito del programma Garanzia Giovani), e si riceve un compenso di 444,30 € mensili. Maggiori informazioni per sapere come presentare domanda alla pagina del sito della Diaconia con tutti i dettagli.

In queste settimane pubblicheremo i racconti di chi ha svolto questo intenso anno di lavoro presso le strutture legate alla Diaconia Valdese. Dopo Palermo, oggi è il turno appunto di Sofia, Letizia, Ilaria e Daniele e del racconto del loro percorso di Servizio Civile presso le strutture della Diaconia valdese fiorentina. Buona lettura.

 

Siamo quattro ragazzi che nel maggio del 2021 hanno iniziato l’esperienza del Servizio Civile; Sofia e Ilaria prendono servizio con ragazzi diversamente abili e famiglie con difficolta socio/psico economiche, Letizia e Daniele lavorano con i Minori Stranieri Non Accompagnati. Prestiamo servizio nella città di Firenze in tre sedi differenti: il Centro diurno Ferretti e le due strutture di secondo livello Nautilus e Ulisse. In continuità con i nostri percorsi di formazione, con la necessità di metterci alla prova e agire nella pratica del sociale abbiamo scelto il progetto “Ci vuole un fiore. Percorsi di crescita e autonomia dei minori fragili” dove l’obbiettivo è quello di raggiungere, a seconda delle possibilità dei minori, autonomia e crescita personale. In questo breve articolo cercheremo di comunicare gli aspetti principali dei nostri servizi e il ruolo che noi giochiamo.

Il centro Ferretti accoglie una trentina di ragazzi divisi in tre gruppi a seconda delle fragilità che presentano. le attività che svolgiamo assieme a loro sono di diverso tipo partono dalla musicoterapia e attività ludiche fino ad arrivare alle ripetizioni e l’aiuto nei compiti. Noi volontarie siamo rimaste piacevolmente colpite dall’ambiente famigliare trovato nella struttura Ferretti, i tre gruppi sono internamente coesi e uniti, ed anche tra di loro la relazione funziona molto bene, ad esempio le giornate in piscina sono faticose ma sempre molto divertenti. Questa coesione ci ha permesso di inserirci nel contesto facilmente, di creare in breve tempo relazioni con i ragazzi e di comprendere il nostro ruolo e la nostra posizione in struttura.

I centri Nautilus e Ulisse accolgono complessivamente una ventina di minori stranieri non accompagnati provenienti da diverse zone del mondo come Albania, Pakistan, Bangladesh, Egitto. I nostri obbiettivi sono quelli di promuovere la loro autonomia e integrazione nella nostra società, per i minori vengono attivate attività ludico/sportive, percorsi di alfabetizzazione e formazione professionale, stage e progetti di scuola lavoro. Noi operatori abbiamo trovato un contesto culturalmente integrato con i ragazzi di diverse etnie che condividono ambienti ed esperienze di vita quotidiana assieme. La criticità maggiore si cela dietro le difficoltà linguistiche ma tutti i ragazzi si impegnano a pieno per apprendere la nostra lingua e noi stessi siamo coinvolti nella loro formazione primaria.

A due mesi dall’inizio del nostro percorso da volontari siamo soddisfatti di queste prime esperienze, dei contesti, dell’ambiente, dei ragazzi e di tutti i clleghi con cui collabioriamo quotidianamente.

 

Nella foto l'Istituto Gould di Firenze

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