Torino: una delega alla questione metromontana nella nuova giunta comunale

Un elemento in più per la governance dell’area metropolitana

Per la prima volta, la questione "metromontana" entra nelle deleghe date a un Assessore comunale. Torino e il suo neo-sindaco Stefano Lo Russo raccolgono così l’invito di Uncem che proprio in questi giorni, attraverso una lettera inviata dal presidente piemontese Roberto Colombero al primo cittadino appena eletto nel capoluogo, invitava all’istituzione di tale figura per portare avanti politiche di territorio che vadano oltre i confini cittadini come sottolinea l’assessora incaricata Gianna Pentenero, già assessora regionale al lavoro nell’ultima giunta Chiamparino: «Il presupposto di questa scelta deriva dalla consapevolezza che un progetto di sviluppo della città di Torino sia realizzabile soltanto in un contesto integrato di area metropolitana. Un’esigenza sottolineata da molti soggetti, non ultimo il Politecnico di Torino che nel suo progetto di sviluppo realizzato in collaborazione con Città Metropolitana ha messo in evidenza proprio questo aspetto. Non dimentichiamo che Torino è l’unica città a livello europeo a passare, nel raggio di neanche 50 km, da un contesto cittadino a uno di alta montagna, aspetto che deve rappresentare un punto di forza»

Un lavoro da sviluppare su alcuni assi principali che uniscano la città con le aree interne e sui quali è possibile progettare percorsi comuni: «Si tratta di quelle specificità che caratterizzano tutti i territori dell’area - prosegue Pentenero - dal turismo, che deve iniziare in modo serio e organico a pianificare su un’area che superi i confini cittadini, all’agricoltura, intesa sia in senso più tradizionale che nella progettazione di esperienze di carattere sociale, per arrivare alla piccola e media impresa e l’artigianato».

L’obiettivo è quello di integrare il lavoro fatto in sede di città Metropolitana, che dovrà comunque incrementare il suo peso politico, attivando elementi di collegamento tra città e aree montane e politiche di territorio che siano in grado rafforzare anche il rapporto tra città e aree interne. Una governance tutta da costruire e che, secondo Pentenero, sarà la chiave per riuscire a rendere accessibili gli obiettivi posti: «Essendo il Consiglio di Città Metropolitana eletto su un secondo livello e andrà rinnovato a breve, la governance dell’area è tutta da costruire. Teniamo conto che noi agiamo in un contesto di area metropolitana con un’idea di lavoro innovativa rispetto al passato, quando si ragionava come provincia, ed è quindi necessario dotarsi di strumenti adatti a questo tipo di realtà. Se riusciremo a definire una governance chiara e precisa che sia in grado, tra le altre cose, di intercettare i numerosi possibili finanziamenti, saremo in grado di superare quello che finora ha rappresentato l’anello debole di questo organo amministrativo».

 

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