Vai col contactless

Sono sempre più diffusi nelle chiese i versamenti delle collette tramite pagamento elettronico; di recente anche la Chiesa protestante unita di Francia lo ha adottato, e nella Chiesa d’Inghilterra è partito un investimento ingente

Non è una novità: da alcuni anni diverse chiese hanno adottato strumenti di versamento delle collette tramite carta di credito o bancomat, sostituendo il tradizionale paniere, piatto metallico o sacchetto di tela e velluto con uno strumento più tecnologico.

Dalla Svizzera alla Francia, alla Svezia, e soprattutto gli Stati Uniti, varie denominazioni (riformati, luterani, evangelici, cattolici, anglicani, metodisti…) hanno optato per soluzioni “al passo con i tempi” (ne avevamo parlato qui), ma ora, nell’era “post-Covid-19”, appare evidente a tutti il beneficio di evitare di maneggiare banconote e monete, anche nelle realtà più restie ad abbandonare il contante.

La Chiesa d’Inghilterra aveva già avviato una sperimentazione nel 2018 in quaranta chiese locali, con riscontri positivi che avevano stimolato anche la Chiesa di Scozia a seguirne l’esempio (ne avevamo parlato qui). Lo scorso maggio, la Chiesa anglicana ha deciso di investire 1,25 milioni di sterline per abilitare tutte le chiese alla donazione digitale (qui l’articolo): nella diocesi di Carlisle è partito un progetto pilota con più di 100 parrocchie coinvolte, entro la fine dell’anno dovrebbero partirne altri due in altre diocesi, e nei prossimi due anni metà delle parrocchie a livello nazionale dovrebbe avere la possibilità di donare contactless. 

Naturalmente occorre tenere presenti alcuni aspetti, per esempio la connessione Internet delle zone rurali che non è sempre ottimale, fornendo due diversi tipi di dispositivo, e la necessità di una formazione per il clero e i laici coinvolti.

Questo progetto rientra in una più ampia strategia per aumentare le donazioni (National Giving Strategy 2020-2025), e come nota Grace Emmett, coordinatrice nazionale per le donazioni online della Chiesa d’Inghilterra, al di là del fatto che a livello generale i pagamenti con carta stanno prendendo il posto di quelli in contante, si osserva che «le donazioni contactless hanno in media un valore tre volte superiore a quelle in contanti». Inoltre, questa forma di pagamento è ideale per i numerosi turisti (siamo poco distante dal Distretto dei Laghi) che e vogliono in qualche modo contribuire al benessere delle chiese che hanno visitato.

Di pochi giorni fa è la notizia che anche la Chiesa protestante unita di Francia (Epudf) sta stimolando le sue chiese locali ad adottare questa strategia, a fronte di un investimento economico tutto sommato modesto, un noleggio mensile di 12 euro + spese bancarie che variano a seconda delle somme raccolte), grazie a un grazioso cestino intrecciato, con un lettore su cui passare la propria carta contactless e la possibilità di scegliere quale importo donare (2, 3, 5 o 10 euro). Questa formula viene proposta a tutte le chiese locali, funziona con la rete 3G che ha una copertura del 99% del territorio francese, e vengono sottolineati i vantaggi sia per i parrocchiani (che non devono più preoccuparsi di avere nel portafoglio o in tasca i soldi “giusti”, oltre all’aspetto igienico-sanitario già citato) sia per i cassieri (che non devono più gestire somme di contanti, e possono tenere d’occhio la situazione delle collette domenicali attraverso un resoconto settimanale).

Le prime installazioni sono previste per inizio dicembre, e se l’effetto “good practice” continuerà, molte altre chiese seguiranno l’esempio. Forse persino da noi, dove la pandemia ha obbligato a escogitare nuovi sistemi per raccogliere le collette, in mancanza di culti in presenza (qui un esempio), e un po’ ovunque si è incentivato il versamento delle contribuzioni tramite bonifico.