Comunicare (al) meglio, una sfida anche per le chiese

Il Sinodo valdese e metodista ha dedicato ampio spazio di dibattito al tema della comunicazione

Difficile comunicare e farlo bene.

La sfida vale a ogni livello e per chiunque, comprese quindi ovviamente le chiese.

Da qui l’ampio dibattito che ha coinvolto lunedì 23 agosto i membri del Sinodo valdese e metodista riuniti a Torre Pellice da domenica 22.

La Tavola valdese, organo esecutivo della Chiesa valdese, ha commissionato a un’agenzia di comunicazione un report di analisi comunicativa sul mondo valdese e metodista, così, negli auspici, da poter utilizzare al meglio e con efficacia i vari strumenti che il mondo contemporaneo offre e richiede in termini di comunicazione. La vetrina attraverso cui gli altri e le altre guardano al mondo valdese e metodista insomma.

Eugenio Bernardini, ex moderatore della tavola valdese, ha sottolineato come «Farsi aiutare da un servizio esterno di valutazione è importante tenendo a mente che non c’è nessun servizio esterno che può comprendere al meglio i nostri obiettivi, la nostra mission, le nostre caratteristiche. Credo che sia nostro compito mantenere una comunicazione efficace ma che rispetti la decentralizzazione che fa parte delle nostre identità. Al contempo serve anche la possibilità di farsi riconoscere con una certa dose di professionalità. Moltissimo è da migliorare ma molto è stato fatto, il cammino è lungo e sono state lunghe le riflessioni in materia.  Mi auguro si vada avanti su questa strada di grandissima importanza mantenendo le nostre caratteristiche».

Paola Schellenbaum, componente della commissione proposte e della chiesa valdese di Pinerolo ha a sua volta ribadito quanto sia importante il tema della comunicazione, «su cui riflettere, anche in termini pedagogici. Comunicare è una grande occasione di testimonianza e abbiamo strumenti e parole per farlo in modo diverso dall’uso distorto che spesso vediamo intorno a noi. Vedo in questi anni maggiore coordinamento fra le varie comunicazioni del nostro mondo, e credo sia fondamentale prevedere parte del sito della Chiesa valdese in inglese, alla luce anche delle relazioni internazionali sempre intense».

Per Alberto Bragaglia, membro del comitato permanente dell’Opera per le chiese metodiste in Italia  (Opcemi) «è molto interessante questa discussione e vorrei richiamare alcuni concetti: per quanto riguarda la nostra offerta online dovremmo concentrarci sull’integrazione fra i vari strumenti di comunicazione del nostro panorama: ognuno ha la sua specificità ma ognuno rimandi al meglio agli altri. Potrebbe essere utile studiare cosa fanno alcune chiese sorelle all’estero, valutare quale strategia vogliamo veicolare».

Vari interventi hanno sottolineato l'importanza della presa di coscienza della necessità di un approccio sistematico al tema, consci della sua centralità.

Fare sistema fra tutti i mezzi di comunicazione del mondo valdese e metodista, comprese ovviamente la Facoltà, la Diaconia, i giornali, l'ampio panorama social, il livello locale e quello centrale: una sfida non semplice, ma affascinante e sempre più determinante per non scomparire nell'arena comunicativa nazionale e internazionale.

 

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