ResQ, ora la nave di soccorso in mare della società civile italiana è realtà

Dopo un anno di raccolta fondi dal basso ecco raggiunto l'importante obiettivo di reperimento di un mezzo di soccorso che potrà intervenire nel Mediterraneo

ResQ, l'associazione italiana fondata nel 2019 per mettere in mare una nave di ricerca e soccorso e per testimoniare quanto accade nel Mediterraneo ha raggiunto l’importantissimo traguardo prefisso: una nave può finalmente prendere il mare, grazie alla raccolta fondi dal basso che ha visto come protagonista assoluta la società civile. ResQ agisce nel pieno rispetto delle leggi e delle Convenzioni internazionali e secondo i principi imprescindibili e non negoziabili di umanità, imparzialità, indipendenza e neutralità.

ResQ è fatta da avvocati, insegnanti, operai, attori, studenti, marinai...Persone che salvano persone, perché soccorrere è un obbligo ed essere soccorsi è un diritto.

L’associazione è nata circa un anno fa, appena prima che la pandemia arrivasse a sconvolgere il mondo come lo conoscevamo fino a quel giorno e nasce da un piccolo gruppo di amici, professionisti di varia natura che, stanchi di vedere morire migliaia di migranti nel tentativo disperato di attraversare il Mediterraneo hanno deciso di rompere il muro dell’indifferenza e provare a mettersi in gioco e a farlo nella maniera più concreta possibile. Allestendo una nave per il soccorso. Che oggi finalmente è realtà.

«Siamo felici e incredibilmente emozionati. La nave c'è, è diventata realtà» raccontano alcuni dei protagonisti di ResQ.

«Ma ora e prima di tutto dobbiamo dire grazie: a ognuna e ognuno. A chi ci ha messo tempo, lavoro, piccole o grandi donazioni, a chi ha passato parola con gli amici, a chi ha organizzato raccolte fondi o ha offerto materiale tecnico...a chi è salito a bordo di ResQ, in qualunque modo, credendo in questo progetto complicato in un periodo ancora più complicato, e portando avanti l'idea semplice che nessuno, proprio nessuno, deve morire in mare.

Poteva sembrare impossibile: insieme, ci siamo arrivati. Ecco la nave. E ora avanti tutta, per farla navigare».

Fra le donazioni spiccano certamente i centomila euro che l’Unione buddista italiana ha voluto dedicare alla causa. Seguiremo gli sviluppi delle attività della nave da soccorso.

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