Ospedali evangelici. Sempre in prima linea

di Celi

Gli Ospedali Evangelici di Napoli e di Genova punti di riferimento anti covid anche nella seconda ondata

L’Ospedale Evangelico Internazionale di Genova e l’Ospedale Evangelico Betania di Napoli hanno un’altra caretteristica in comune oltre alla loro natura evangelica: sia durante la prima ondata che nella seconda i due presidi sono stati attivi in prima linea contro il coronavirus. Tutti e due i nosocomi sono inseriti nel sistema sanitario regionale. Durante la seconda ondata hanno potuto usufruire dell’esperienza fatta nei primi mesi del 2020. Un rilevante supporto finanziario è stato offerto all'Ospedale evangelico Betania dalle chiese metodiste e valdesi in via ordinaria negli anni e in particolar modo nell'anno del Covid, con importanti contrubuti straordinari. 

L’Ospedale Evangelico Betania di Napoli è stato coinvolto anche nella seconda ondata della pandemia da Covid-19, così come lo era stato nella prima fase di febbraio-maggio 2020. Già dal mese di ottobre, attraverso il pronto soccorso, erano stati ricoverati pazienti affetti da patologia respiratoria da Covid o pazienti giunti per altre patologie, mediche o chirurgiche, risultati all’atto del ricovero positivi al tampone molecolare per Covid-19. Molti di questi pazienti erano donne giunte per gravidanza a termine e risultate positive al tampone.

L’Ospedale ha risposto a questa seconda ondata ripristinando quanto già fatto durante la prima ondata e moltiplicando gli sforzi in termini di organizzazione e di forniture per poter affrontare la nuova emergenza. Sono stati nuovamente ripristinati i triage all’ingresso dell’ospedale e separati i percorsi tra Pronto Soccorso e degenza tra pazienti Covid.

E così gli ambienti di degenza sono stati separati per i pazienti negativi e per positivi in attesa di risposta al tampone.

Sono poi stati messi a disposizione 60 posti letto di media e bassa intensità per curare pazienti con patologie respiratorie Covid-19 e per Covid positivi affetti da patologie afferenti alle branche di Ostetricia, Chirurgia, Ortopedia, Cardiologia ed Epatologia, dedicando loro due piani della struttura e mettendo a disposizione una sala operatoria e una sala travaglio con accesso separato, anche il personale e gruppi di lavoro dedicati.

A tutto il personale sanitario e medico sono poi stati effettuati (con cadenza settimanale) tamponi molecolari.

Inoltre sono stete rafforzate le misure igienico-ambientale e la distribuzione di dispositivi di protezione individuale al personale per far fronte alla nuova emergenza. L’ospedale ha anche aumentato l’organico di medici e personale sanitario. Il Laboratorio Analisi è stato attrezzato per eseguire i tamponi molecolari.

Complessivamente sono stati ricoverati oltre 120 pazienti provenienti dal Pronto Soccorso Betania e da altri ospedali limitrofi attraverso la piattaforma informatica regionale e effettuati 40 interventi di parto con pazienti positive al Covid e curati tre neonati risultati positivi alla nascita.

Con il calo dei contagi a partire dal 11 dicembre l’Ospedale Betania ha potuto riprendere l'abitudinaria attività di ricovero. Per poter far fronte ad un eventuale terza ondata l’ospedale ha predisposto una struttura prefabbricata sull’areale della clinica destinata ad ospitare otto diversi ambulatori con accettazione, attesa e servizi, per consentire l’accesso delle persone all’interno dell’Ospedale garantendo lo svolgimento delle attività sia ambulatoriali sia istituzionali e di intramoenia e senza modificare l’attuale assetto logistico del Pronto Soccorso.

La vicepresidente del Concistoro della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e presidente della Fondazione Betania (che gestisce l’ospedale) Cordelia Vitilello, ha sottolineato che l’emergenza del coronavirus ha portato ad un’accelelerazione della telemedicina: «La fondazione ha attrezzato ogni stanza con un televisore e ha messo a disposizone dei pazienti dei mezzi per poter parlare in videochiamata con le proprie famiglie durante il periodo di degenza e di isolamento».

L’Ospedale Evangelico Internazionale di Genova (fondato a metà dell’Ottocento da diverse chiese evangeliche tra le quali c'è anche la Comunità Evangelica Luterana di Genova) è invece articolato su due sedi, Castelletto e Voltri. Già in primavera l’Oei aveva deciso di convogliare tutte le attività ambulatoriali alla sede di Castelletto che è rimasto Covid free, dedicando il presidio di Voltri alla cura dei pazienti infetti da coronavirus. Così ha fatto anche dal 24 ottobre al 28 novembre mettendo a disposizione 62 posti letti di cura di bassa e media intensità e sette letti di terapia intensiva ai malati di Covid-19. Tutt’oggi sono stati ricoverati circa trecento pazienti.

Nel mese di dicembre la sede di Voltri è tornata a svolgere attività ordinaria. L’ospedale Evangelico Internazionale di Genova effettua circa 350 tamponi antigenici e molecolari settimanali. La direzione dell’Ospedale sottolinea che durante il periodo covid il personale dell’ospedale ha sempre potuto contare su adeguate scorte di dispositivi di protezione: maschere e tute, calzari, guanti, camici e di cui l’ospedale stesso si è assunto l’onere economico.

In primavera la Chiesa Evangelica Luterana in Italia ha lanciato una campagna di raccolta fondi per i due Ospedali Evangelici di Genova e Napoli e per l’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, #insieme contro Covid-19. Grazie alla risposta massiccia da parte di privati e di enti evangelici tedeschi sono stati raccolti più di 140.000 euro per il solo ospedale Evangelico Betania. 

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