Tornano le arance di Etika

Il progetto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, con i prodotti solidali della campagna SOS Rosarno, che garantisce i diritti dei lavoratori, migranti e non, nella Piana di Gioia Tauro. E le chiese protestanti tedesche della Westfalia hanno già ordinato 18 tonnellate di arance

Tornano le arance solidali della filiera “Etika” della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei). Anche quest’anno, nell’ambito del programma migranti e rifugiati della FCEI, Mediterranean Hope, le chiese protestanti promuovono la vendita di agrumi “etici”, prodotti dal consorzio Sos Rosarno. Parte del ricavato servirà anche a finanziare il progetto Luci su Rosarno, per illuminare – letteralmente – i luoghi di lavoro e di vita dei braccianti occupati nella Piana di Gioia Tauro.

«Crediamo molto in questo progetto – dichiara Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia – che permette ai lavoratori, migranti e non, di lavorare in condizioni dignitose ed eque, a prodotti che sono sostenibili per l’ambiente e allo stesso tempo etici, appunto. Allargare a tutte e tutti i diritti è l’unica soluzione per garantire più “sicurezza”: è attraverso la legalità che si promuove la cultura dell’accoglienza. Come chiese protestanti cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo, in questi mesi così difficili, a partire da una delle regioni e dei territori più complessi, come dimostrano purtroppo le notizie di questi giorni. In Calabria c’è bisogno di inclusione, di legalità, di progetti partecipati e “dal basso”, che coinvolgano i cittadini e i lavoratori».

"Sos Rosarno" è una campagna ed un’associazione, nata nel 2011 e gestita dalla cooperativa "Mani e terra", vende 220mila chili di agrumi l’anno, ed è formata da 7 lavoratori-soci della cooperativa, di cui 6 migranti. Dell’associazione, tra italiani e migranti, produttori e lavoratori, fanno parte 15 persone. Inoltre la campagna Sos Rosarno coinvolge tra produttori, magazzino e indotto circa 50-60 persone. Nell’arco della stagione 2019/2020 sono stati regalati 17mila chili di arance a famiglie bisognose, e nei mesi dell’emergenza sanitaria anche agli ospedali Covid, in particolare nella zona di Bergamo, grazie alla collaborazione con gruppi di acquisto solidali e altre realtà “dal basso”.
Lo scorso anno, grazie alla campagna della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, sono state vendute oltre 1400 cassette di agrumi, per un totale di oltre 21mila euro.

Peppe Pugliese fa parte dell’associazione e va fiero del motto: «Spremi gli agrumi, non i braccianti: i nostri prodotti hanno un prezzo giusto, è questa la nostra forza». Negli ultimi anni il progetto ha sempre fatto dei passi avanti, anche in termini di fatturato. «Speriamo che anche quest’anno le vendite vadano bene – aggiunge Pugliese – , che le persone non abbiano paura e timori legati alla pandemia, scegliendo questa forma di distribuzione e di acquisti fatti non attraverso la grande distribuzione. Noi crediamo che in Calabria, proprio in questa nostra regione così piena di problemi, il mutualismo sia una risposta. Fin quando non ci sarà giustizia sociale non si uscirà mai dalle situazioni di cui purtroppo tutta Italia sta venendo a conoscenza in questi giorni».

Dalla Germania, nel frattempo, arriva una buona notizia: le chiese evangeliche della Vestfalia hanno infatti deciso di sposare l’iniziativa, e hanno ordinato 18 tonnellate di arance.

«Come Chiesa evangelica di Westfalia – dichiara Ulrich Möller, membro del consiglio direttivo della Chiesa evangelica della Vestfalia, capo del dipartimento per le relazioni ecumeniche, la missione e la responsabilità globale -, da decenni siamo stretti partner della Chiesa valdese italiana. Fin dall’inizio abbiamo sostenuto “Mediterranean Hope”, visitando le sue sedi, Lampedusa, Scicli, Roma. I corridoi umanitari di MH ci hanno ispirato non solo a sostenere con forza questo eccezionale programma per i passaggi sicuri, ma anche a sviluppare un programma simile, su misura per il nostro contesto in Germania. Quest’anno abbiamo deciso di sostenere anche le attività di MH a Rosarno e, considerate l’inedita emergenza della pandemia Covid19, il bisogno aggiuntivo di cure mediche per i migranti, che vivono in condizioni di estrema vulnerabilità».

L’Istituto per la missione, l’ecumenismo e la responsabilità globale (www.moewe-westfalen.de) delle chiese protestanti tedesche è inoltre particolarmente attivo «nella promozione del commercio equo e solidale e nelle campagne per salari giusti e dignitosi nelle catene di produzione internazionali». Di qui la scelta di sostenere questa nuova iniziativa, «con grande entusiasmo». Le chiese tedesche hanno così contattato e attivato le loro congregazioni ecclesiastiche, gruppi di giovani, One World Stores, asili nido, scuole, comuni, aziende, centri di integrazione regionale, sostegno ai rifugiati e iniziative di sensibilizzazione, proponendo le arance etiche.

«La risposta – continua Möller – è stata travolgente. Alla fine abbiamo ricevuto ordini per oltre 18.000 kg di arance etiche da SOS Rosarno. Ben oltre le nostre più rosee aspettative. Sembra che quest’idea parli direttamente al cuore e alla mente di tanti che vogliono dare un contributo personale di solidarietà al fianco dei lavoratori migranti. Perchè non si tratta solo di vendere le arance di Rosarno. Lavoreremo insieme a tutti i livelli, per nuove forme di cooperazione internazionale e per realizzare corridoi umanitari a livello europeo. Le arance etiche di SOS Rosarno sono un modo per allargare la consapevolezza per un commercio giusto ed equo, per i diritti dei migranti e per i corridoi umanitari alla popolazione della nostra regione della Vestfalia. Per questo ringraziamo tutte le persone coinvolte e beneficiarie di SOS Rosarno e Mediterranean Hope».

Tra oggi e domani, intanto, dalla Calabria partirà il primo ordine di agrumi, alla volta di Roma.

Per informazioni e ordini: ordinisosrosarno@gmail.com, CC a rosarno.mh@gmail.com.

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