«Nessun bambino dovrebbe andare a letto affamato»

Leader religiosi, società civile e appassionati di calcio uniti per garantire a tutti i bambini britannici un’alimentazione sufficiente

Ne abbiamo parlato più volte su Riforma: le vacanze scolastiche possono essere, per molti bambini, un periodo rischioso sotto il profilo della denutrizione. E non stiamo parlando di paesi chiamati eufemisticamente “in via di sviluppo”, ma del Regno Unito (vedi per esempio quiqui e qui).

Le vacanze estive o, come in questo caso, le vacanze autunnali, sono un momento critico per tre milioni di scolari che, privati della mensa scolastica, rischiano di saltare un pasto fondamentale.

Le chiese da tempo “fanno squadra” per agire e sensibilizzare su questo fenomeno chiamato “School Holiday Poverty”, per esempio attraverso il Jpit (Joint Public Issues Team) che riunisce la Chiesa di Scozia, la Chiesa riformata unita, la Chiesa metodista di Gran Bretagna e l’Unione battista britannica.

In questi giorni, complice la petizione del giocatore del Manchester United Marcus Rashford, che ha dato notevole risalto mediatico alla questione, raccogliendo più di un milione di firme, il tema è tornato alla ribalta, dopo che il Parlamento ha respinto una mozione del partito Laburista per protrarre fino a Pasqua 2021 il buono mensa gratuito.

Anche diversi leader religiosi, unendosi all’appello della Church of England si sono rivolti al Primo Ministro Boris Johnson e al Governo sulla «necessità di affrontare la povertà infantile» (la lettera è firmata 28 ottobre e si può leggere qui). 

Tra i firmatari – dopo le due massime cariche della Chiesa d’Inghilterra, l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby e l’arcivescovo di York Stephen Cottrell – il vescovo anglicano di Durham Paul Butler; l’arcivescovo cattolico di Westminster, Vincent Nichols; il presidente e la vicepresidente della Conferenza metodista, Richard Teal e Carolyn Lawrence; il segretario generale della Chiesa riformata unita, John P, Bradbury; Paul Goodliff, segretario generale di Churches Together in England; leader di altre denominazioni o gruppi di chiese facenti parte di quest’ultima entità (come il Free Churches Group o la megachurch pentecostale di origine nigeriana Redeemed Christian Church of God); il Ceo di The Evangelical Alliance, Gavin Calver; e infine, leader delle chiese ortodosse copta, greca e russa, e del mondo musulmano, ebraico, sikh indù e buddhista.

Nella lettera si sottolinea l’estrema gravità della situazione, anche a causa della concomitante emergenza Coronavirus: una situazione peraltro non nuova, sottolineano i leader religiosi, da tempo impegnati tramite banchi alimentari, raccolta e distribuzione di cibo nei loro luoghi di culto o tramite centri giovanili.

I firmatari richiamano le responsabilità del Governo, dicendo che «secondo le statistiche ufficiali, da anni la povertà infantile cresce e diventa più profonda, in quanto un numero ampio e crescente di famiglie di lavoratori con paghe basse e precarie lotta per sbarcare il lunario […] più di venti anni fa, il Governo di allora promise di eliminare la povertà infantile nel Regno Unito entro una generazione, eppure la povertà infantile è rimasta ostinatamente alta sotto la guida di tutti i partiti politici».

Il documento richiama poi l’appassionata discussione della Camera dei Comuni sull’estensione o meno del buono pasto gratuito nelle scuole, tra chi ritiene che si debba fare di più, che questa sia solo una pezza e non serva per risolvere il problema alla radice, con soluzioni a lungo termine, e chi chiama in causa anche la responsabilità delle famiglie, delle associazioni di volontariato e le comunità. Tutto vero, tutto giusto, dicono i firmatari, ma invece di stare a discutere “politicizzando” il tema, sarebbe meglio istituire una commissione sovra-politica e darle le risorse per affrontare la questione «una volta per tutte».

Richiamando le parole dello stesso Rashford, che ha riconosciuto di essere stato anche lui uno di quei bambini, la lettera dei leader religiosi conclude affermando che «nessun bambino dovrebbe andare a letto affamato», e richiamando la responsabilità di tutti ad agire «con determinazione e compassione, per garantire che i bambini siano protetti durante questo inverno eccezionalmente impegnativo. Ma vi esortiamo anche a guardare oltre la crisi attuale e a usarla come opportunità per impegnarci collettivamente per eliminare definitivamente lo scandalo della povertà infantile».

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