Terremoto nell'Egeo, la solidarietà del Cec

Il Consiglio ecumenico delle chiese esprime vicinanze alle comunità colpite dal sisma del 30 ottobre che al momento ha causato 79 vittime

Questa mattina, lunedì 2 novembre, a 65 ore dal potente sisma che nel primo pomeriggio di venerdì 30 ottobre ha sconvolto la regione del mar Egeo compresa fra le coste turche di Smirne e le isole greche del Dodecaneso, una bambina di tre anni è stata estratta viva dalle macerie. Segnale che le ricerche devono proseguire ancora, nonostante i lutti e la stanchezza. 79 sono le vittime accertate al momento, 1000 i feriti.

Il segretario generale ad interim del Consiglio ecumenico delle Chiese Ioan Sauca chiama tutte e tutti alla preghiera, esprime vicinanza alle varie chiese presenti nella zona e esorta a  continuare ad aiutare centinaia di persone ferite e traumatizzate.

«Come comunità globale, offriamo le nostre preghiere e siamo solidali con coloro che stanno affrontando le conseguenze di questo disastro in Turchia e Grecia», ha detto Sauca. «Preghiamo per i soccorritori che stanno aiutando sulla scena, preghiamo per gli operatori sanitari, preghiamo per le famiglie in lutto: possa Dio confortarti in questo momento di trauma».
 
Il segretario generale dell'Alleanza battista mondiale Elijah Brown ha reso noto che «La chiesa battista di Izmir (Smirne) ha aperto le proprie strutture per chi ha bisogno di un posto dove stare. Continuiamo a pregare per tutti coloro che sono stati colpiti e per la chiesa battista di Izmir  e per i suoi membri mentre continuano ad aiutare il prossimo».
Foto: Ivars Kupcis/Cec

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