Attentato di Nizza, le parole delle chiese

Dalle comunità cristiane a quelle ebraiche e musulmane, i leader di chiesa a una sola voce esprimono indignazione e invitano a non interrompere mai il dialogo

Il segretario generale ad interim del Consiglio ecumenico delle Chiese Ioan Sauca ha espresso solidarietà alle chiese e al popolo francese, e le condoglianze alle famiglie delle vittime, a seguito degli attacchi estremisti a Nizza il 29 ottobre.

Tre persone sono state uccise in un attacco all’arma bianca alla cattedrale Notre Dame della città prossima al confine italiano.

«A seguito dell'orrenda uccisione dell'insegnante Samuel Paty all'inizio di questo mese, queste atrocità richiedono una rinnovata ricerca di una risposta efficace al fenomeno dell'estremismo religioso violento, non solo in Francia, ma nei tanti paesi del mondo che continuano ad esserne afflitti ogni giorno», ha detto Sauca. «Non può esserci alcuna giustificazione religiosa legittima per questa brutalità, e ogni tentativo di giustificare tali attacchi per motivi religiosi deve essere denunciato categoricamente».

Sauca ha aggiunto: «Siamo grati per la collaborazione dei nostri partner interreligiosi, anche attraverso l’Alto Comitato per la fratellanza umana, nel perseguire questa convinzione condivisa».

A stretto giro è giunta la lettera di tutti i leader di chiesa francesi: «I leader delle fedi cattolica, protestante, ortodossa, musulmana, ebraica e buddista in questo Paese vogliono esprimere la loro indignazione e il loro orrore per l'attacco appena avvenuto nella basilica di Notre-Dame a Nizza. Questo atto richiede la nostra più forte condanna. Esprimiamo alle famiglie delle vittime il nostro messaggio di solidarietà e affetto in un momento così terribile. Nessuno può giustificare un simile atto in alcun modo. Ricordiamo instancabilmente il messaggio di pace e fraternità portato dalle religioni nel nostro Paese e chiediamo alle autorità di essere assolutamente ferme riguardo a tali atti. Chiediamo a tutti di essere lucidi sulla situazione nella nostra società e, nonostante tutto, di rimanere fiduciosi. Il terrorismo islamista è un flagello contro il quale siamo tutti chiamati a combattere.

La conferenza dei leader di culto in Francia (Crcf) è stata creata il 23 novembre 2010. Riunisce componenti buddiste, delle chiese cristiane (cattolica, ortodossa, protestante), dell'islam e dell'ebraismo. Questa iniziativa è giustificata dal desiderio dei responsabili del culto in Francia di approfondire la loro conoscenza reciproca, dal sentimento di contribuire insieme alla coesione della nostra società nel rispetto delle altre correnti di pensiero, e dal riconoscimento della laicità come parte del bene comune della nostra società. I membri della Crcf si incontrano regolarmente per condividere le loro notizie e discutere argomenti comuni e organizzano, occasionalmente, seminari con una dimensione interreligiosa su questioni sociali.

Composizione:

Conferenza dei Vescovi di Francia: Mons. Eric de MOULINS-BEAUFORT e Mons. Olivier LEBORGNE

Federazione protestante di Francia: il pastore François CLAVAIROLY e la signora Christiane ENAME

Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia: il metropolita EMMANUEL e il metropolita JOSEPH

Concistoro Centrale Israelita di Francia: Rabbino Capo Haïm KORSIA e Sig. Joël MERGUI

Consiglio francese di culto musulmano: Sig. Mohammed MOUSSAOUI e Sig. Chems-Eddine HAFIZ

Unione Buddista di Francia: Sig.ra Minh Tri VO e Sig. Olivier WANG-GENH

Anche i protestanti di Francia fanno sentile la loro voce:

«Il protestantesimo francese, in fraterna comunione con tutti i cristiani e più in particolare con i cattolici oggi colpiti, desidera esprimere la sua indignazione e il suo orrore per l'attentato di oggi 29 ottobre.

Esprimiamo alle famiglie e ai cari delle vittime il nostro messaggio di solidarietà e compassione in un momento così terribile. Nessuno può giustificare un simile atto in alcun modo. Il fanatismo religioso è un flagello contro il quale tutti siamo chiamati a combattere e chiediamo alle autorità di essere assolutamente ferme contro tali atti terroristici.

Pur rimanendo lucidi sulla gravità della situazione che sta attraversando la nostra società, vogliamo stare insieme attorno al messaggio del Vangelo, un messaggio di fiducia e di speranza.

“Voglio donarvi un futuro da guardare con speranza”, Geremia 29. 11».

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