Fin qui il Signore è venuto in nostro aiuto

Un giorno una parola – commento a I Samuele 7, 12

Fin qui il SIGNORE ci ha soccorsi
I Samuele 7, 12

Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all’estremo; perplessi, ma non disperati
II Corinzi 4, 8

Eben Ezer è il luogo della riconoscenza in cui si può dire che la vita che ci è stata donata è stata benedetta. È il momento di contare le benedizioni che abbiamo ricevuto, le persone che abbiamo incontrato sul nostro cammino, con cui abbiamo condiviso gioie e affrontato dolori, i bei tempi e i luoghi magici che sono stati teatro di parti significative della nostra vita, le emozioni forti che ci hanno coinvolto e arrovellato.

Poter dire con il profeta Samuele che il Signore fino a questo momento ci è venuto in aiuto, ha steso la sua mano su di noi, è però ben altra cosa che fare un bilancio della propria vita, dei successi e degli insuccessi. In mezzo al cammino il profeta pone un segno per ricordare non solo ai presenti, ma a tutto il popolo e a chi erediterà la promessa e farà parte del popolo di Dio in futuro, che in quel luogo, fino a quel punto del cammino, il Signore li ha sostenuti, è venuto in loro aiuto, è stato dalla loro parte.

Quella pietra in mezzo al cammino è una confessione di fede che dice che anche nella situazione peggiore, avendo corso il pericolo più grande e minaccioso, il Signore non li ha mai abbandonati, anzi, è venuto in loro aiuto, li ha sostenuti. Oggi in questa fase tre che non sappiamo bene quanto durerà, è necessario come credenti e come chiesa soffermarci e dirci che nonostante il confinamento fisico, la paura, la malattia, le preoccupazioni e le conseguenze economiche e psicologiche fino a questo punto del nostro cammino, il Signore ci ha soccorsi, è venuto in nostro aiuto, è stato al nostro fianco quando nessuno poteva stare.

Eben Ezer diventa anche luogo di memoria e di confessione di fede in Dio che viene in nostro aiuto.

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