È ora di archiviare lo storico martelletto dello schiavista

Il giorno dopo la sua dichiarazione su «Black lives matter», il presidente della Convenzione Battista del Sud ha suggerito di sostituire l’antica reliquia 

L’incontro annuale della Southern Baptist Convention di solito si apre con un rituale: un dirigente della SBC consegna al presidente eletto l’anno precedente un martelletto, i cui colpi aprono ufficialmente l’assise.

Pochi sanno però che quel martelletto, usato per la prima volta dai funzionari della SBC nel 1872, porta il nome di John A. Broadus, schiavista, sostenitore della superiorità bianca e membro fondatore del Southern Baptist Theological Seminary, seminario di punta della SBC.

Mercoledì scorso J. D. Greear, presidente della più grande denominazione protestante degli Usa, ha dichiarato che è tempo di riporre nell’armadio quel martelletto.

«Penso che sia tempo di mettere da parte il martelletto di Broadus. Anche se non vogliamo, né potremmo, cancellare la nostra storia, è tempo che questo martelletto torni nella vetrina degli uffici del Comitato Esecutivo».

Il presidente della SBC ha affermato di essersi sentito a disagio nell’utilizzare il martelletto durante l’incontro del 2019 a Birmingham, in Alabama. Era a conoscenza delle opinioni razziste di Broadus anche se «sembrava che lui avesse cambiato alcune delle sue posizioni più avanti nella vita».

Greear ha aggiunto di aver appreso, mesi dopo l’incontro di Birmingham, che i presidenti della SBC possono scegliere quale martelletto usare e che per tale decisione non è richiesto il voto.

«Il martelletto di Broadus è quello che è stato utilizzato per aprire gli incontri della Convenzione dal 1872, ma ce ne sono anche altri», ha detto Greear che sta prendendo in considerazione altre opzioni per il prossimo anno. 

In particolare a fine maggio a Religion News Service, Greear ha dichiarato: «Stavo pensando di usare quest’anno a Orlando il martelletto “Judson” o il martelletto “Annie Armstrong”. Armstrong «ha combattuto per inviare le prime donne missionarie afroamericane», e Judson «è stato uno dei primi missionari a viaggiare in Birmania, lavorando lì 30 anni traducendo l’intera Bibbia in birmano e fondando numerose chiese battiste».

 

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