L'impegno degli ospedali evangelici nell'emergenza coronavirus

L’Ospedale evangelico internazionale a Genova e l’ospedale evangelico Betania a Ponticelli (Na) riorganizzano le proprie attività 

Le misure di contenimento e contrasto al diffondersi del virus Covid-19 nel nostro paese s’intensificano di giorno in giorno. Il 4 marzo scorso il Ministero della Salute ha emanato una circolare che, oltre ad aumentare i posti letto «a livello regionale, nel minor tempo possibile», prevede che gli ospedali rimodulino le proprie attività, per evitare che collassino sotto il peso dell’emergenza. I letti in terapia intensiva, ad esempio, saranno aumentati del 50% e del 100% in sub-intensiva. In caso di bisogno, i pazienti ricoverati per altre patologie verranno trasferiti nelle strutture private accreditate e nelle caserme appositamente attrezzate per decongestionare gli ospedali impegnati sul fronte coronavirus. 

In questa emergenza, come stanno riorganizzando le proprie attività l’Ospedale evangelico internazionale (Oei) a Genova, e l’ospedale evangelico Betania a Ponticelli (Na)? 

«L’Ospedale Evangelico Internazionale di Genova – dichiara il direttore generale dottor Alessio Parodi – essendo inserito a pieno titolo nel Sistema Sanitario Ligure, sta contribuendo con tutti i suoi mezzi nella risposta all’emergenza “COVID-19”. Nelle scorse settimane questo si è concretizzato in una disponibilità ad accettare pazienti che non potevano trovare accesso ad altre strutture primariamente coinvolte nel ricovero e cura dei malati. A partire da venerdì 6 marzo, in seguito ad una delibera di regione Liguria, il quadro è completamente cambiato. Infatti, si è reso necessario reperire in tempi rapidi 250 posti letto da dedicare esclusivamente ai pazienti che potrebbero essere infettati dal Coronavirus nelle prossime settimane. In un’ottica di “sistema” in cui tutti gli Ospedali liguri hanno dato il loro contributo, e in considerazione dei possibili gravi problemi respiratori che potenzialmente possono colpire questi pazienti, i posti letto hanno dovuto essere messi a disposizione prevalentemente da strutture dotate di un reparto di Rianimazione. In questo contesto, è stato chiesto all’Ospedale Evangelico il contributo estremamente significativo di riservare presso il Presidio di Voltri 50 posti letto ai malati infettivi di media complessità, più 8 posti in rianimazione. In ottemperanza, già nella giornata di venerdì 6 marzo si sono iniziati a liberare i reparti in cui era possibile dimettere pazienti senza creare danno al loro percorso sanitario, si è sospesa l’attività ordinaria del Pronto Soccorso e nei prossimi giorni il Presidio sarà quasi interamente dedicato ad accogliere e curare le persone che sono entrate in contatto con il virus. Infatti, considerando l’elevata infettività del virus si cercherà di ridurre al minimo la possibile promiscuità con altri degenti. Inoltre, per il Presidio di Castelletto al centro di Genova, la Regione Liguria ha chiesto il mantenimento e l’implementazione dell’attività ambulatoriale e di ricovero riferita a casi di bassa e media complessità per sopperire alle altre strutture più massicciamente dedicate al contenimento e alla cura dell’infezione da COVID-19».

Massimo impegno anche da parte dell’Evangelico operante nel quartiere napoletano di Ponticelli. «L’Ospedale Evangelico Betania come struttura classificata equipollente ad una pubblica – riferisce il direttore generale, Luciano Cirica – ha risposto prontamente alle esigenze espresse dalla Regione Campania nel contrasto al coronavirus e siamo stati pertanto inseriti nel Censimento Regionale delle strutture (pubbliche, religiose e private) disponibili ad accogliere pazienti in caso di emergenza regionale, anche nelle nostre Terapie Intensive. In caso di emergenza, saremo dunque al fianco della popolazione, come un qualsiasi ospedale pubblico, pur non avendo lo stesso riconoscimento economico. In ogni caso siamo inseriti nel sistema sanitario regionale e rispondiamo sempre e subito alle indicazioni e alle decisioni regionali. In tal senso abbiamo attivato un’Unità di crisi permanente, coordinata dal Direttore sanitario, che rappresenta una sorta di cabina di regia interna. Oltre che nella tutela dei malati, siamo impegnati al massimo possibile anche nella tutela dei nostri dipendenti. Abbiamo avviato una campagna di informazione capillare all’interno dell’Ospedale, circa le misure preventive e l’uso dei mezzi protettivi individuali. Mezzi protettivi diffusi a tutti i dipendenti, compresi sistemi complessi di isolamento total body. Abbiamo programmato azioni straordinarie e quotidiane di sanificazione della struttura e degli impianti. Ci stiamo altresì attivando, in linea con le indicazioni regionali, per realizzare una struttura/tenda che possa accogliere le attività di pre-triage, allo scopo di ridurre/azzerare gli accessi a rischio nel Pronto soccorso, e in ogni caso stiamo riorganizzando gli spazi del nostro PS, allo scopo di renderli ancor più funzionali a percorsi di isolamento adeguati. Da ultimo, abbiamo deciso di ridurre temporaneamente le prestazioni esterne (ambulatoriali e diagnostica), nonché gli accessi dei parenti allo scopo di contenere il più possibile l’affollamento di persone nei locali dell’ospedale».

Un ringraziamento va a tutto il personale medico e paramedico, agli infermieri e a tutti gli operatori dell’Oei, di Betania e di tutti i presidi ospedalieri che in questi giorni stanno lavorando senza sosta, mettendo a rischio anche la loro salute, per garantire cure e assistenza ai malati di Coronavirus e a tutti i pazienti ricoverati per altre patologie.

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