Liberati dal potere della morte

Un giorno una parola – commento a Ebrei 2, 15

Tu hai preservato l’anima mia dalla morte, i miei occhi dalle lacrime, i miei piedi da cadute
Salmo 116, 8

Gesù ha liberato tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita
Ebrei 2, 15

In questa settimana, martedì, abbiamo già riflettuto sulla libertà e sulla schiavitù e abbiamo compreso come solo il Signore possa renderci liberi, ma anche che questa libertà può essere un fardello non sempre facile da portare. Nel passo di oggi l’autore dell’epistola agli Ebrei afferma che il timore della morte ci può tenere schiavi, ci può bloccare impedendoci di vivere una vita davvero liberata. 

La paura del vuoto, e delle tenebre che ci possono inghiottire in qualsiasi momento, è certamente uno dei motivi che segnano le nostre esistenze, spesso condizionandole in modo pesante. Cerchiamo di vivere come degli eterni giovani e ci illudiamo che la nostra vita biologica possa durare indeterminatamente grazie a sport, cosmesi, interventi chirurgici; corriamo freneticamente di qua e di là come se questo potesse cambiare di qualcosa l’essenza delle nostre vite, come se tutto ciò potesse impedire la nostra morte. Invece, al contrario, negare l’esistenza della morte, come se essa non ci fosse, significa condannarci a una non vita. 

Ma Dio, che ci ha donato la Vita, ci ha liberati dal potere della morte: ci ha creati per donarci un’esistenza piena, completa, arricchita e illuminata dalla Sua Luce, al punto che potremmo godere di una vita senza lacrime e senza cadute, come ci ricorda il salmista. Non ne siamo capaci. Ci auto-condanniamo a una esistenza segnata dalla morte. Ma il Signore non ci abbandona, non si dimentica di averci creato e del continuo ci offre la vita, anzi la Vita, quella che non teme più la morte e che quindi ci libera anche dalla paura, quella gelida paralisi che ci incatena e ci impedisce una esistenza ricca e feconda. 

Gesù, il figlio di Dio, Dio stesso, si è incarnato e ha vinto la morte, perché “è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti” (I Corinzi 15, 20) e facendo ciò ci ha liberati per sempre dalla paura, da quel senso di impotenza e di terrore che ci lega al nostro peccato, ci rende schiavi e ci impedisce di vivere quell’esistenza illuminata per la quale siamo stati creati. Amen.

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