Un’umile fanciulla, portatrice del Redentore del mondo

Un giorno una parola – commento a Luca 1, 30

Ti consiglierò e avrò gli occhi su di te
Salmo 32, 8

L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio»
Luca 1, 30

È il preludio del messaggio rivolto a Maria. L’informazione che riceve è che Dio non l’ha ignorata a causa del suo umile status sociale, ma la convoca per scritturarla per ricoprire un ruolo da protagonista di un evento unico nell’ambito del suo piano salvifico per l’umanità. Il “favore” che Dio le concede e che si concreta nel rivolgersi a un’umile ragazza ebrea denota che Dio non ha alcun “timore riverenziale” verso i potenti, ma predilige coloro che sono visti come minimi agli occhi del mondo. In questo senso Maria ha «trovato grazia presso Dio». 

In un passato non troppo remoto si è tentato di proclamare il dogma di “Maria corredentrice”, ossia sancire in modo dogmatico che Maria abbia preso parte attiva alla redenzione. Non ci fu un pronunciamento ufficiale perché si considerò che avrebbe potuto essere (e senz’altro lo sarebbe stato!) un ostacolo al processo ecumenico. Il concetto che Maria abbia “cooperato” alla redenzione è estraneo al dettato evangelico. È al di fuori del piano di Dio, che prevede solo Gesù quale Redentore. Maria semplicemente accettò di essere strumento di Dio per attuare il suo progetto. 

Il concepimento di un figlio voluto da Dio, la gestazione di quel figlio, la nascita del redentore dell’umanità, sono gli eventi per i quali Maria si ritrova al centro della scena, senza tuttavia mai atteggiarsi a prima donna. Pur essendo protagonista e nello stesso tempo testimone di eventi grandiosi conserva una modestia esemplare.

Maria non è una creatura a metà strada tra il cielo e la terra, non è né al di fuori né al di sopra dell’umanità: è la creatura scelta dal Creatore per portare la sua parola al mondo! Maria ha trovato grazia presso Dio perché in virtù della sua docilità nell’aderire alla volontà divina ha permesso l’ingresso nel mondo di Colui che porta la parola che sfida la realtà e la sovverte. Il progetto di giustizia di Dio che prevede una sorta di ribaltamento escatologico della realtà è iniziato già nella scelta di rivolgersi a lei, un’umile fanciulla d’Israele, per chiederle di essere portatrice del Redentore del mondo!

Immagine: Tiziano, Annunciazione (particolare), 1559 – 1564, Chiesa di San Salvador, Venezia

 

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