Vescovi anglicani del Brasile: un appello per l'Amazzonia

Attraverso una lettera 15 vescovi denunciano le politiche di Bolsonaro e le scelte scellerate sul futuro del polmone verde del pianeta

Dopo il Consiglio latinoamericano delle chiese anche un gruppo di 15 vescovi brasiliani in rappresentanza della chiesa anglicana in Brasile ha esortato il governo a prendere provvedimenti per fermare la diffusione degli incendi nella foresta pluviale amazzonica.

Una lettera pastorale della Chiesa episcopale anglicana del Brasile afferma che si stanno affrontando le peggiori ondate di incendi in Brasile da almeno sette anni a questa parte. «Da settimane la foresta amazzonica è in fiamme, bruciata dall'avidità e dall'odio ... Questi incendi non sono il risultato della siccità, né il risultato di rischi naturali. Sono azioni orchestrate da persone che rappresentano l'agroindustria, i land grabbers e i cacciatori di terreni, incoraggiati dagli irresponsabili discorsi e dalle dichiarazioni del presidente della Repubblica».

Secondo i vescovi il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha sostenuto che il suo governo non avrebbe regolato altre riserve naturali o indigene. I dirigenti della chiesa criticano la posizione del presidente sull'ambiente, che secondo loro sta ritardando i progressi del Brasile.

La lettera pastorale recita: «Come cristiani anglicani, non possiamo tacere. Dobbiamo impegnarci a lottare per salvaguardare il Creato, trasformare le strutture ingiuste della società e sfidare la violenza di ogni tipo, rispettando la dignità di ogni essere umano e cercando pace e riconciliazione».

I vescovi hanno esortato il loro popolo a pregare per l'Amazzonia, «per testimoniare la fede e denunciare tutte le azioni irrispettose nei confronti dell'ambiente e della società. Dobbiamo affermare la vita promuovendo la dignità umana, la giustizia, la pace, la conservazione sociale e ambientale come segni e frutti del comandamento di Cristo di amare Dio e gli altri».

La lettera aggiunge che l'incendio nell'Amazzonia è il risultato di una politica del governo che cerca di demolire e smantellare le politiche socio-ambientali e le agenzie di protezione ambientale.

Si legge ancora: «Come risultato di questo scenario, abbiamo visto le fiamme consumare parte della foresta che contiene la più grande diversità biologica e culturale del pianeta. Le fiamme hanno raggiunto il triplo confine tra Brasile, Bolivia e Paraguay, consumando migliaia di ettari di vegetazione, carbonizzando fauna e flora e violando i diritti delle popolazioni indigene».

Il governo brasiliano ha inviato l'esercito per combattere gli incendi, ma ha rifiutato l'assistenza internazionale. Gli ambientalisti sostengono che la stagione degli incendi è appena iniziata e si teme che la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente.

Foto: Nasa

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