Le chiese evangeliche svizzere chiedono alle aziende di essere più responsabili

Sostegno dei riformati elvetici all'iniziativa che vuole vincolare le multinazionali a mantenere alti standard di tutela dei lavoratori e dell'ambiente anche nei paesi del sud del mondo

Le Chiese e i servizi di assistenza sociale e diaconale facenti parte della Federazione delle chiese protestanti svizzere (Fces) sostengono l'iniziativa per le “multinazionali responsabili”. Se l'iniziativa verrà adottata, una società con sede in Svizzera sarà responsabile per danni anche commessi dalle sue filiali all'estero, a meno che non dimostri di aver esercitato la dovuta diligenza per prevenirle. Dal 2011 una coalizione di circa 50 organizzazioni hanno avviato iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo politico alla necessità di vigilare sull’operato delle multinazionali elvetiche in relazione alla tutela dei lavoratori, delle aree in cui operano, dell’ambiente.

Poiché la politica non è attualmente in grado di rispondere all'iniziativa e la ricerca di soluzioni è bloccata, nonostante varie proposte avanzate da parlamentari e società civile in questi anni, il Consiglio della federazione delle chiese protestanti svizzere fa sentire la propria voce nel continuare a supportare le istanze dell'iniziativa.

 «L'economia deve essere al servizio dell'essere umano. La Fces non tacerà, per ricordare alla Svizzera la sua responsabilità nei confronti degli abitanti dei paesi del Sud del mondo», sottolinea Gottfried Locher, presidente del Consiglio delle chiese evangeliche elvetiche. Per il Consiglio, i diritti umani non sono negoziabili.

Alcune associazioni economiche sono anch’esse chiaramente dell'opinione che sia necessaria una risposta politica all'iniziativa.

A tal fine, il Consiglio della Fces fa appello al Consiglio degli Stati e chiede di prendere posizione per i diritti umani e la protezione dell'ambiente. «Dobbiamo porre fine al blocco politico dell’iniziativa e contribuire rapidamente a una soluzione convincente. Per gli organismi interessati, un miglioramento significativo della situazione è troppo urgente per rischiare lo status quo».

Per il Consiglio della Fces è chiaro che un possibile controprogetto deve rispondere alle esigenze principali dell'iniziativa. La questione della responsabilità centrale non può essere ignorata.

Un ritiro dell'iniziativa è possibile solo se un progetto alternativo che sarebbe in cantiere sarà convincente.

I sostenitori della campagna hanno affermato di esser pronti a ritirare la loro iniziativa se il Parlamento si farà latore di una contro-proposta coerente. Spetta ora alla commissione degli affari giuridici prendere le decisioni necessarie. È importante per le chiese protestanti svizzere che la politica trovi rapidamente una soluzione giuridicamente vincolante che tenga conto degli interessi degli esseri umani e dell'ambiente.

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