1949: al via le mostre di arte contemporanea a Torre Pellice

Un libro ricostruisce le esposizioni ideate da Filippo Scroppo per il suo paese d'adozione

Un libro piccolo ma prezioso*; un libro d'arte, pieno di immagini, che però non sono (salvo pochi casi) i quadri di cui si parla. Il margine si fa centro. Filippo Scroppo e la Mostra d'Arte Contemporanea a Torre Pellice dal 1949 al 1991: l'impegnativo titolo del lavoro scritto dalla figlia Erica chiarisce che si tratta dell'affascinante storia di un'esperienza inusitata: in un piccolo centro di provincia, 70 anni fa, pochi anni dopo l'ultimo conflitto mondiale, prende il via un'iniziativa impensabile: riunire periodicamente alcuni fra i più importanti pittori e scultori della contemporaneità. Filippo Scroppo univa la competenza professionale di pittore, critico d'arte e docente a Torino all'ostinazione della sua terra e alla fiducia nel lavoro. La sua fede evangelica non era stata estranea al consolidamento del suo carattere, e i risultati si sono visti.

Lo testimoniano, come si diceva, le foto che ritraggono non solo gli anni di formazione di Scroppo (valdese di Riesi trapiantato a Torino e alla val Pellice), ma anche e soprattutto le varie edizioni della mostra torrese: in prevalenza gruppi, gruppi di addetti ai lavori, di colleghi, che però sono anche “amici”: questa era la cifra della rassegna annuale, che pareva dovesse essere un'iniziativa estemporanea, e invece ebbe successo, a partire dalle cronache del quotidiano La Stampa. Non solo: alla mostra d'arte si affiancheranno anche i concerti di musica contemporanea, perfino la dodecafonia. Dunque, si poteva “osare”. Si poteva sfidare la consuetudine di un certo gusto per il bello, proponendosi di “andare oltre” e portare i provincia le più temerarie ricerche espressive e stilistiche.

L'esperienza si protrarrà per oltre 40 edizioni, qui testimoniate dalle foto, molte delle quali ritraggono i convenuti (artisti, critici, loro famigliari) nelle occasioni “ufficiali” (inaugurazioni, prolusioni) ma anche sullo sfondo dei luoghi storici valdesi: un'ambientazione, un luogo ricco di storia, che non rinunciavano a confrontarsi con il moderno. Qualcuno avrà storto il naso, ma succede anche con i sermoni e con le più diverse teologie. Intanto una località ne esce arricchita e quel patrimonio è ora nella Civica Galleria che porta il nome di Filippo Scroppo.

Il libro viene presentato giovedì 29 agosto alla Galleria «F. Scroppo» alle 18. Ne discuteranno con l’autrice Paolo Ricca, Daniele Jalla e Tucci Russo. Letture di Gisella Bein.

* E. Scroppo, Il margine si fa centro. Filippo Scroppo e la Mostra d'Arte Contemporanea a Torre Pellice dal 1949 al 1991. Torino, Web & Com, 2019, pp. 115, euro 12,50.

 

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