Le chiese di fronte alla ricchezza, alla povertà e ai beni della terra

Al via la 56^ sessione di formazione ecumenica del Segretariato attività ecumeniche (SAE)

Si è aperta ieri ad Assisi la 56^ sessione di formazione ecumenica del Segretariato attività ecumeniche (SAE). Circa 200 partecipanti da tutta Italia sono riuniti fino al 27 luglio sul tema “Le chiese di fronte alla ricchezza, alla povertà e ai beni della terra”.

«L’abisso che separa poveri e ricchi è sempre più profondo. Chi lo colmerà? Questo impegno comune dei cristiani attenuerà le nostre divisioni» ha scritto monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, in un messaggio letto dal presidente SAE, Piero Stefani, in apertura di assemblea. Il vescovo ha ricordato l’esperienza dei corridoi umanitari, «nato e cresciuto in una fraterna collaborazione ecumenica».

Il SAE ha dedicato due sessioni al tema del rapporto delle chiese con ricchezza e povertà: «Si tratta di un tema divisivo tra le chiese in ordine alle scelte compiute per farvi fronte. Spesso azioni antitetiche rispetto allo stesso Vangelo ascoltato. E spesso le chiese hanno parlato dei poveri, ma non hanno ascoltato la loro voce, non hanno aperto spazi inclusivi» si legge nel comunicato stampa del SAE. Citando l’economista Luigino Bruni, Stefani ha ricordato come «Non solo di aiuto necessitano i poveri, come scrive il fautore dell’"economia di comunione", ma di essere presi sul serio come soggetti e come persone pensanti» e ha parlato di come fare una «scelta preferenziale a favore del povero». Proprio ad Assisi l’anno prossimo si terrà un grande convegno voluto da papa Francesco, su suggerimento dello stesso Luigino Bruni, “Economy of Francesco”.

La giornata di ieri ha visto le relazioni di Hans Gutierrez Salazar, della Facoltà avventista di teologia, che ha parlato della divisione insormontabile tra nord e sud del mondo che «non è solo un divario economico sempre più radicalizzato», ma anche un divario di visione, fra «un modo "europeo", nato nella modernità e con il mito del progresso a ogni costo, che esclude le altre civiltà considerate primitive e la natura, e una società dell’equilibrio, che valorizza le persone, che preferisce la cura dei rapporti all’accelerazione e all’ipertrofia dell’io». Vincent I. Ifeme, delegato dell’ecumenismo della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, ha portato la testimonianza di «un uomo tra due mondi, l’Italia e la Nigeria, a partire dalle discriminazioni economiche, dalla mancanza di giustizia, da un pervasivo neo-colonialismo mascherato, dalla corruzione dei governanti. L’Africa come paradosso di un continente ricco che affonda nella povertà e in cui spesso conflitti tribali e politici vengono spacciati come conflitti religiosi». Anche le chiese, osserva Ifeme, hanno la responsabilità di non essere state dalla parte dei poveri. Ma l’Africa «è anche bella, forte, resiliente, spirituale. La risposta ai suoi numerosi problemi deve venire dalle sue qualità più positive». Nel pomeriggio sono intervenuti il monaco Guido Dotti e la pastora luterana Eva Guldanova.

I lavori continueranno fino al 27 luglio e prevedono, oltre a numerose relazioni, approfondimenti, dibattiti e momenti di preghiera, anche dei laboratori sul ricco e il povero nel cinema, su giustizia, pace e salvaguardia del creato, su vecchie e nuove povertà, nuove forme economiche, giustizia e vita delle donne. Molte le partecipazioni protestanti, fra cui quella di Gianna Urizio, giornalista valdese; Luciano Zappella, biblista valdese; William Jourdan, pastore valdese; Claudio Garrone, auditor ambientale valdese; Dorothee Mack, pastora valdese; Ulrike Jourdan, pastora metodista; Gabriela Lio, pastora battista e presidente della Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI); Erica Sfredda, predicatrice valdese; Giuseppina Bagnato, pastora valdese; Davide Romano, pastore avventista; Elisabetta Ribet, teologa valdese.

Giovedì 25 luglio una giornata su “Il Dio dei poveri” con la tavola rotonda “Siamo mendicanti questo è vero”, con Anna Foa, dell’Università “La Sapienza” di Roma, Yassine Lafram, presidente l’Unione delle comunità islamiche d’Italia (UCOII), Stefania Monti del Monastero Clarisse cappuccine di Fiera di Primiero e il teologo valdese Paolo Ricca.

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