Basta alla violenza delle armi

Otto vescovi episcopali degli Stati Uniti oggi a Capitol Hill per incontrare i legislatori e discutere del rafforzamento delle leggi in materia

«Vescovi uniti contro la violenza delle armi»: questo è il nome scelto da un’ottantina di vescovi della Chiesa episcopale degli Stati Uniti per un’azione contro la dilagante «cultura della violenza». Bishopsunited è nata nel 2012 sulla scia di due fatti drammatici, l’omicidio di sei persone in un tempio sikh vicino a Milwaukee (Wisconsin) e la sparatoria nella scuola elementare Sandy Hook di Newtown (Connecticut) in cui morirono 27 persone, di cui 20 bambini. Nonostante l’eco nazionale, si legge nell’articolo pubblicato dall’Episcopal News Service, poco venne fatto a livello di Congresso per una riforma sulla sicurezza delle armi, «anche se il numero di sparatorie di massa continua a crescere». Secondo le ultime statistiche dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, infatti, le morti per arma da fuoco stanno aumentando e hanno raggiunto le 40.000 unità nel 2017.

La Chiesa episcopale si è pronunciata diverse volte nel corso degli anni sul tema, e l’ultima General Convention (2018) ha approvato una risoluzione che mette al centro la violenza delle armi da fuoco come «questione che riguarda la salute pubblica».

I vescovi si sono quindi letteralmente “messi in viaggio” verso Capitol Hill per «rappresentare una cultura della vita contro una cultura della morte», nei giorni in cui ricorre l’anniversario (14 febbraio 2018) dal massacro della Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, Florida, in cui sono morte 17 persone per mano di un ex studente diciannovenne, e a pochi giorni da un altro episodio avvenuto ad Aurora (vicino a Chicago), in cui un ex dipendente ha freddato 6 persone.

Gli otto vescovi, insieme all’ufficio della Chiesa episcopale per le relazioni con il Governo,

 anch’esso molto impegnato sul fronte della sensibilizzazione sul tema della violenza delle armi da fuoco, incontreranno i legislatori e i loro staffper perorare la causa di una legislazione più severa.

Il momento non sembra di quelli più favorevoli, eppure i vescovi sono speranzosi che  «il panorama stia cambiando», dopo le elezioni di medio termine di novembre.

Essi fanno affidamento a una nuova fetta di membri del Congresso in particolare per due provvedimenti (il Bipartisan Background Checks Act alla Camera e il Background Check Expansion Act al Senato) che intendono colmare alcune lacune nel controllo da parte del Governo sull’acquisto di armi. Queste due misure fanno parte di un più ampio pacchetto di riforme proposto da Bishops unitede dai loro partner, che prevede un inasprimento delle leggi, il sanzionamento del traffico di armi come crimine federale, la diffusione di “armi intelligenti” (cioè dotate di tecnologie che, ad esempio, ne impediscono un uso accidentale o da parte di persone non autorizzate come i bambini), l’incremento di finanziamenti per la prevenzione della violenza, e infine (last but not least) il rafforzamento del controllo sui potenziali acquirenti, per evitare che congegni mortali finiscano (come purtroppo accade) nelle mani sbagliate.

Quest’ultimo è un punto focale della campagna che, sottolineano i promotori, riguarda una visione a lungo termine, un cambiamento culturale e nella consapevolezza della gente. Una lotta per il “buon senso” che vorrebbe coinvolgere tutti, e non solo una parte dell’elettorato, e tutelare (lo dicono senza vergogna, dopotutto siamo negli Usa) anche chi possiede armi a buon diritto e ne fa «un uso appropriato».

Il viaggio degli otto “vescovi uniti” prevede anche l’incontro con i propri partner (Brady Campaign, Newtown Foundation, Everytown for Gun Safety,Guns Down America) e un momento di preghiera che sarà trasmesso via streaming sulla pagina Facebooke condiviso con il resto del paese. Quest’ultima è una modalità ampiamente usata dalla rete dei vescovi (impegnata nel sostegno spirituale e pastorale delle vittime) in occasione di momenti liturgici pubblici in ricordo delle vittime degli attacchi, e ha riscontrato grande partecipazione e riscontri positivi, dimostrando l’importanza di proseguire questa forma di testimonianza.

 

(foto via Pixabay)

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