In missione nel mondo

Luciano Kovacs, italiano e valdese, è stato nominato coordinatore per l’area europea e mediorientale della World Mission della Chiesa presbiteriana degli Usa

La World Mission della Chiesa presbiteriana degli Stati Uniti (PcUsa) ha nominato coordinatore per l’area europea e mediorientale Luciano Kovacs, italiano e valdese (la Chiesa valdese è la chiesa protestante partner della PcUsa in Italia).

Lo annuncia il sito della Presbyterian Mission spiegando che Kovacs subentrerà a partire dal 1° marzo a Philip Wood. Laureato all’Università di Torino in Lingue e letterature straniere, ha proseguito gli studi nelle Università di Glasgow, Dublino e Londra, approfondendo le proprie competenze in storia, sociologia, pedagogia, studi sul periodo post-coloniale. Ha lavorato come traduttore, e a New York (tra le altre cose) ha realizzato alcuni spettacoli con un gruppo di colleghi di corso alla Herbert Berghof Studio Theater School.

Attivo nella Federazione giovanile evangelica in Italia (Fgei) e al Centro ecumenico Agape, la sua esperienza internazionale si realizza come volontario nel Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), nella Comunione mondiale di chiese riformate (Cmcr), nell’American Waldensian Society e nella World Student Christian Federation, per la quale è stato prima segretario per l’area europea e ultimamente direttore esecutivo per il Nord America e direttore del programma globale di advocacy e solidarietà.

Si è occupato di giustizia sociale anche come direttore di questo settore nella chiesa presbiteriana Jan Hus di New York, una comunità particolarmente progressista e molto attenta alla crescita nella fede di bambini, giovani e adulti e ai temi dell’inclusione. Questa chiesa è infatti membro del movimento More Light, una rete di comunità e persone del mondo presbiteriano che lavorano per una piena partecipazione delle persone lgbtqi alla vita della chiesa e per la creazione di spazi in cui possano esprimere la propria identità e spiritualità.

In questa chiesa Kovacs ha lavorato in particolare per l’assistenza ai senzatetto, e questa esperienza è stata valutata molto positivamente dalla World Mission,che ha infatti ritenuto che il suo profilo rientri perfettamente nell’impegno derivato dall’ultima assemblea generale della PcUsa (2018) di essere «una chiesa Matteo 25», cioè fortemente coinvolta nella lotta alla povertà e all’oppressione, a favore della «giustizia sociale, razziale ed economica».

La sua formazione è quindi adatta per il lavoro della World Mission, che è una delle quattro aree di lavoro della Presbyterian Mission Agency (Pma), insieme a Compassion, Peace & JusticeRacial Equity & Women’s Intercultural Ministries; Theology, Formation & Evangelism. La Pma prosegue il lavoro missionario che da due secoli la Chiesa presbiteriana conduce nel mondo, in particolare creando una rete globale di comunità e gruppi di chiese per condividere risorse e progetti. Questo compito è assunto nello specifico dalla World Mission, che mette in collegamento i presbiteriani degli Usa con i cristiani degli altri continenti, in particolare attraverso l’invio di collaboratori e giovani volontari. 

Foto: via Facebook (foto di R. Pretto)

Interesse geografico: