Gesù dona una vita abbondante

Un giorno una parola – commento a Giovanni 10, 10

Mangerete a sazietà il vostro pane, e vivrete sicuri nel vostro paese
Levitico 26, 5

Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza
Giovanni 10, 10

I lunghi discorsi di Gesù nel Vangelo secondo Giovanni gravitano frequentemente intorno al tema della missione in cui Egli riconosceva lo scopo della propria vita: dare vita, donare la propria vita, custodire la vita dei discepoli sono modi diversi per cercare, nel tipico stile riferito da questo testo, di far comprendere a chi ascolta un messaggio ricco e articolato. Gesù dichiara di essere al mondo perché uomini e donne del suo e di ogni tempo abbiano la vita: per questo il nemico è identificato con tutto ciò che toglie vita, limita, mortifica la vita. Non solo Gesù dice l’intenzione di «vivificare», ma questa vita è «abbondante». 

Non si tratta di un dettaglio, o di una ridondanza del testo; quella piccola parola, perisson, è anche più di un rafforzativo e ci mette sulla giusta via per accogliere appieno il significato di queste parole. L’abbondanza è il segno della terra promessa, ed è la misura pigiata e ben scossa del Regno predicato da Gesù: un carattere di Dio è precisamente di donare con abbondanza alle sue creature (e la radice Shin-Pe-‘Ainricorre spesso nella Scrittura, e nella mistica ebraica assume una grande importanza). Così nel dono di Gesù di una vita «abbondante», che possiamo pensare come piena, eterna, realizzata, ricca di tutto ciò che la rende vera e carica di bellezza, noi riceviamo quella pace (Shalom) che significa il «tutto» di cui la creatura necessita. 

Talvolta chiediamo a Dio con timidezza e la nostra preghiera è ristretta alla nostra persona singola, con richieste piccole, povere, quasi temessimo di dare disturbo: comprendiamo che la volontà di Dio che Gesù esprime nella sua vita è quella della pienezza che non tralascia la gioia di ciò che noi riterremmo «non strettamente necessario». La mentalità che ci rende competitivi e aggressivi ci porta nella direzione opposta: immaginiamo sempre le risorse come limitate, e l’altro come un rivale che ci porta via qualcosa. La Parola di oggi annuncia che la vita vera non è un bene limitato da contendere, ma una realtà che Dio dona a piene mani e che possiamo condividere.

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