Collegio valdese, avanti piano

Il sinodo decide di creare un gruppo tecnico che possa valutare azioni di rilancio dell'unico liceo protestante in Italia

La discussione attorno alle sorti del Collegio valdese, lo storico istituto scolastico di Torre Pellice, edificato nel 1835, dal 1898 liceo classico pareggiato e oggi anche scientifico e linguistico, è storicamente fra quelle più sentite, “calde” dei lavori del sinodo delle chiese metodiste e valdesi, in corso in questi giorni. Quest’anno non ha fatto eccezione, e come sempre sono emerse le due principali visioni sul futuro della scuola: la chiusura di fronte a numeri che paiono inesorabili (calo di iscritti, costi troppo alti delle rette per le famiglie, e della gestione per le casse) o il rilancio con nuove iniziative volte a far proseguire l’ultima scuola superiore presente in val Pellice e l’unico liceo protestante d’Italia (drastico taglio delle rette per vedere “l’effetto che fa”, diversificazione delle proposte o quant’altro).

Ancora una volta a prevalere è il tentativo di vedere continuare una realtà che non è solo patrimonio storico  (qui si formavano un tempo pressoché tutti i futuri pastori valdesi) ma che può rappresentare, con i dovuti assestamenti, una risorsa per un territorio in crisi di identità.

Dopo ampio dibattito il sinodo vota un ordine del giorno che decide di affiancare, al comitato che si occupa di monitorare le attività del collegio, un gruppo di lavoro tecnico che possa coadiuvare il primo nel tentativo di valutare azioni pratiche e di indirizzo che possano servire a rilanciare le attività della scuola, con uno spazio temporale davanti a sé di 5 anni, aggiornati annualmente durante i lavori sinodali.

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