Io sono il buon pastore

Un giorno una parola – commento a Giovanni 10, 14

Le vie dell’uomo stanno davanti agli occhi del Signore
Proverbi 5, 21

Gesù dice: «Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me»
Giovanni 10, 14

 

«Io sono ha mandato me a voi»: così Dio parla a Mosè nel libro dell’Esodo (3, 14), rivelando il suo nome.

«Io sono», dice Gesù: un’espressione che l’evangelista Giovanni ripete parecchie volte per mettere in evidenza la divinità stessa di Gesù.

Nel suo dire Io sono, Gesù dice «Dio».

Dio, il buon pastore, quello che è cantato dal Salmo 23, il pastore che guida ad acque di riposo e a pascoli d’erba fresca.

Gesù è il Dio-pastore incarnato, venuto nel mondo per guidare il suo popolo verso quella «casa del Signore» dove dimoreremo per l’eternità.

Gesù è il Dio-pastore che conosce le sue pecore: le conosce una ad una, le conosce per nome. Le conosce intimamente: questo significa il verbo aramaico che Gesù avrà usato. Le conosce come lo sposo conosce la sposa. Le conosce perché creature di Dio, volute, chiamate, amate.

Io sono, dice Gesù: e questa sua presentazione fa dimenticare ogni perplessità, allontana ogni paura.

Io sono rinfranca l’anima e guida per giusti sentieri.

È questo il nome che noi conosciamo, noi suo gregge, pronto a muovere i passi sul Suo cammino.

E anche se ci trovassimo nell’ombra della morte, noi non temeremo il male perché Io sono è con noi. Amen!

 

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