Il tempio di Montevideo compie 50 anni

L'attività della chiesa valdese nella capitale risale tuttavia al 1952. I ricordi del pastore Aldo Comba

Due giorni di festa ricorderanno, il 7-8 aprile, la fondazione del tempio valdese di Montevideo. La chiesa valdese, nella capitale, era sorta per la verità già nel 1952, anticipata dal sorgere dell’Unione cristiana dei giovani (addirittura nel 1947) e dalla Lega delle donne, nello stesso 1952.

«Da molti anni esisteva uno stillicidio di persone o famiglie che si trasferivano a Montevideo dalle zone agricole, per motivi di studio (università) o di lavoro – ricorda il pastore Aldo Comba, oggi 94enne, che nelle chiese del Rio de la Plata fu consacrato nel 1949 –. Da un certo tempo il pastore Ernesto Tron di Colonia Valdense teneva per i valdesi un culto mensile nel tempio della chiesa tedesca di Montevideo, ma l’idea di costituirvi una chiesa valdese non pare suscitasse molto entusiasmo nelle altre comunità, essenzialmente rurali. Nell’estate (probabilmente gennaio, tenendo conto che siamo in Sud America) del 1952 ci ritrovammo al Parque XVII de Febrero, a Colonia Valdense, i pastori Bruno Corsani, Ricardo Ribeiro e io stesso. Nel parlare di problemi ecclesiastici notammo che molti valdesi che si trasferivano a Montevideo erano di fatto perduti per la chiesa. Decidemmo di presentare alla imminente Conferenza distrettuale un ordine del giorno che proponesse l’organizzazione di una chiesa valdese a Montevideo. Temevamo di incontrare opposizione, ma la discussione avvenne in un momento di calma e fu approvato».

La traduzione operativa della decisione non fu tuttavia immediata: «Quell’anno ero stato eletto membro della Commissione distrettuale, che doveva mettere in pratica gli odg della Conferenza – prosegue il pastore Comba –. Sulla questione di Montevideo gli animi erano divisi e pareva che si sarebbe deciso di procrastinare. Allora mi offrii di occuparmene personalmente. La proposta fu accettata e pochi giorni dopo mia moglie Fernanda Jourdan e io ci trasferimmo a Montevideo, alloggiando per tre mesi in un convitto per studenti. Visitammo, insieme o singolarmente, tutte le famiglie di cui riuscimmo ad avere l’indirizzo: tre mesi assai faticosi, ma molto interessanti; alla fine convocammo l’Assemblea che decise la fondazione della Chiesa. La successiva Conferenza distrettuale inserì ufficialmente la Chiesa valdese di Montevideo nella compagine del Distretto Rioplatense della Chiesa valdese. Il pastore Giovanni Tron fu poi nominato pastore di Montevideo e sotto la sua guida la comunità si rinsaldò e passò a costruire gli edifici necessari alla sua missione, tra cui il Tempio di cui ricorre ora il cinquantenario».

L’avvio di una comunità nella capitale dell’Uruguay non era cosa scontata, ma la sua importanza divenne rapidamente chiara: «L’esistenza di una chiesa valdese a Montevideo non soltanto permetteva di radunare i fedeli sparsi nella capitale, ma recava beneficio all’insieme delle chiese valdesi uruguayane, potendo fornire un punto di appoggio per le numerose persone in visita ai loro cari ricoverati nei vari ospedali e cliniche, presenti soltanto a Montevideo e permettendo inoltre di inserire nella vita della chiesa tutti quegli intellettuali che studiavano o esercitavano nella capitale e che altrimenti rimarrebbero marginalizzati o esclusi».

Per questo motivo, dal 1972 ha iniziato la propria attività una casa per studenti e nel 1981 un ostello per familiari di persone ospedalizzate o residenti temporaneamente per motivi di studio: una presenza che mantiene stretti i legami anche con chi sta al di qua dell’Oceano e, quando possibile, torna sui luoghi a cui ha dedicato una parte di vita: Aldo e Fernanda vi sono tornati, nel 2002, per i 50 anni dalla nascita della comunità. Ora tutta la Chiesa, anche in Italia, partecipa alla festa per l’inaugurazione del tempio, che avvenne il 24 marzo 1968.

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