Vivificati in Cristo

Un giorno una parola – commento a I Corinzi 15, 22

 

Dio dice: «Mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto; perché sei polvere e in polvere ritornerai»
Genesi 3, 19

Come tutti muoiono in Adamo, così in Cristo saranno tutti vivificati»
​I Corinzi 15, 22

La primavera inizia oggi se seguiamo il calendario. I fiori cominciano a sbocciare ed i prati a rinverdire.

Il cimitero di Pomaretto a fine Settecento, inizio Ottocento era «su un’altura sopra la moltitudine di piccoli corsi d’acqua che si riversano dalle colline, circondato da magnifici castagni e noci. Da esso si gode la bella vista delle valli del Chisone e di Perosa, così come delle montagne di Pramollo e della Val San Martino» (scrive Charles Holte Bracebridge, viaggiatore inglese dell’Ottocento). A quell’epoca i cimiteri protestanti non potevano essere recintati, erano come descritto dov’è sepolto Jean-Louis Samuel Rodolphe Peyran, pastore e moderatore a inizio Ottocento che svolse il suo ministero per la maggioranza del tempo nella chiesa di Pomaretto. Fra i suoi scritti vi è un sermone sul testo della Genesi proposto per oggi. Un lungo sermone sul senso della vita e della morte, dell’accompagnamento dei credenti deceduti alla terra, affermando «il vostro corpo è seminato corruttibile, ma resusciterà incorruttibile, il nostro corpo è seminato ignobile, e risorgerà glorioso».

La rigogliosità della primavera che sta sbocciando ci accompagna nel testo di oggi con la sua grande forza che «tutti i credenti saranno vivificati in Cristo!».

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