È morto il cardinale Karl Lehmann

Molto attivo nel dialogo con i luterani, fu una delle figure simbolo del cattolicesimo progressista in Germania

È morto ieri a Magonza, all’età di 81 anni, il cardinale Karl Lehmann che, dallo scorso settembre, soffriva delle conseguenze di un ictus e di un’emorragia cerebrale che lo avevano particolarmente debilitato.

Una delle figure simbolo del cattolicesimo progressista in Germania e non solo, Lehmann ha presieduto per 21 anni (dal 1987 al 2008) la Conferenza episcopale tedesca, impegnandosi in particolare sul fronte dell’ecumenismo e della pastorale familiare. Nel conclave del 2013 fu tra i più convinti sostenitori dell’attuale papa, Jorge Bergoglio.

Laureato in filosofia e in teologia, Lehmann è stato a lungo collaboratore, prima al Concilio Vaticano II e poi negli atenei di Monaco e Munster, del gesuita Karl Rahner, tra i personaggi chiave del rinnovamento ecclesiale interno al cattolicesimo. Nel 1968 divenne anche lui docente di teologia grazie al sostegno del professor Joseph Ratzinger, con il quale anni dopo ebbe forti contrasti, sia sul versante della morale familiare, sia in campo ecumenico.

Celebre la lettera che Lehmann scrisse nel 1993 – assieme al vescovo di Friburgo, monsignor Oskar Saier, e a quello di Stoccarda, monsignor Walter Kasper – nella quale si chiedeva di poter concedere, a determinate condizioni, l’eucarestia ai divorziati risposati. La missiva ricevette un secco no dall’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger.

Sette anni più tardi altro scontro: nel documento ‘Dominus Jesus’, firmato sempre da Ratzinger – il futuro papa Benedetto XVI –, si ribadiva in maniera ferma l’unicità salvifica di Gesù e della Chiesa cattolica. Le proteste delle altre confessioni cristiane non si fecero attendere. Anche Lehmann, molto attivo nel dialogo con i luterani, levò la sua voce per dire che sarebbe stato preferibile un testo nello «stile dei grandi documenti conciliari».

Nel 2000 Lehmann ebbe un aspro confronto anche con papa Wojtyla, in quanto difese pubblicamente il ruolo dei consultori tedeschi che avevano il compito tra l’altro di rilasciare i certificati necessari ad abortire. Per queste e altre sue prese di posizione (l’arcivescovo si schierò a favore del superamento del celibato obbligatorio e a sostegno del diaconato femminile) Lehmann, che non chiuse le porte a Wir sind Kirche (Noi siamo Chiesa), movimento progressista malvisto allora in Vaticano, fu nominato cardinale solo nel 2001.

Il 31 ottobre 2016, la Chiesa evangelica in Germania (Ekd) conferì a Lehmann la medaglia Martin Lutero. La cerimonia si svolse nella Marienkirche di Berlino, la più importante chiesa evangelica della città. Dal 2008 al 2016, anno in cui hanno avuto inizio le commemorazioni per il 500° anniversario della Riforma protestante, il Consiglio della Ekd ha assegnato ogni anno una medaglia, con la quale ringraziare coloro che hanno reso dei servizi eccezionali per la causa protestante, sia a titolo professionale sia a titolo onorifico.

Durante la cerimonia di assegnazione della medaglia il vescovo Heinrich Bedford-Strhom, presidente del Consiglio della Ekd, sottolineò che Lehmann aveva compiuto dei grandi sforzi «per avvicinare le due principali confessioni cristiane» in Germania; e lodò il grande contributo di Lehmann per incrementare le relazioni cattolico-protestanti, sia in generale sia in particolare riguardo all’anniversario della Riforma.

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