Il 15 maggio scorso, a seguito di una grande manifestazione che si è svolta ad Iglesias contro l’ampliamento dello stabilimento produttivo della RWM s.p.a., è nato il Comitato riconversione RWM che promuove la riconversione al civile di questa fabbrica, sita a pochi chilometri da Iglesias, che dal 2001 è stata convertita dalla produzione civile, di esplosivi destinati alle miniere, a quella militare. In particolare – come documentato da alcuni organi di informazione tra cui Avvenire e Famiglia Cristiana – nella suddetta fabbrica vengono prodotte anche le bombe della serie «mk80»: alcuni frammenti e esemplari inesplosi di tale modello sono stati ritrovati sul territorio dello Yemen.

Nello specifico il progetto di ampliamento dello stabilimento, presentato al Comune di Iglesias, consiste nella realizzazione di un campo «prove», dove verranno sperimentati degli esplosivi.

Il Comitato riconversione RWM – tra i cui soggetti fondatori c’è la Chiesa evangelica battista di Carbonia e del Sulcis Iglesiente — si sta mobilitando per sensibilizzare l’opinione pubblica, che è sotto ricatto. Come ha espresso Arnaldo Scarpa, del Movimento dei Focolari d’Iglesias, portavoce del Comitato “Riconversione RWM” in un’intervista rilasciata a Radio Vaticana il 6 luglio scorso: «L’azienda dà lavoro a circa 100 dipendenti e in un territorio come il nostro, dove c’è una disoccupazione giovanile intorno al 60%, il tasso di disoccupazione è uno dei più alti d’Italia e si vive in un clima di crisi economica, la presenza di un’attività in espansione rappresenta per la popolazione un qualcosa a cui non si può facilmente rinunciare». «Per questo il nostro Comitato – continua Scarpa – non è visto bene da una buona parte dei nostri concittadini e da quelli dei comuni vicini che ritengono questo un argomento tabù. Nonostante si percepisca la difficoltà morale creata dal fatto che bombe prodotte sul nostro territorio siano utilizzate da un Paese poco democratico come l’Arabia Saudita, in una guerra non autorizzata, e sganciate sui civili yemeniti contribuendo a provocare oltre seimila morti in due anni, si tende a chiudere gli occhi di fronte a questo particolare perché si è quasi sotto ricatto, in quanto questo è l’unico modo per portare a casa il pane».

Pieno sostegno alle comunità locali impegnate in prima persona nella battaglia per la riconversione civile della fabbrica RWM dalla Commissione Globalizzazione e ambiente (Glam) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), che si è occupata di armi già nel passato con materiali come l’Equomanuale e ha in programma di dedicare nel 2018 una raccolta di materiali liturgici e di approfondimento sulla questione.

In una lettera inviata da Antonella Visintin, coordinatrice della Glam, si legge: «Apprezziamo che da anni varie organizzazioni si stiano muovendo per sensibilizzare l’opinione pubblica e far riconvertire la fabbrica che, si dice, spedisce bombe nello Yemen illegalmente; e in particolare che la Chiesa evangelica battista di Carbonia e del Sulcis Iglesiente abbia aderito al Comitato Riconversione RWM – costituito il 15 maggio scorso – che raggruppa molte di queste organizzazioni con lo scopo di promuovere la riconversione al civile di tutti i posti di lavoro dello stabilimento RWM sito tra i territori di Iglesias e Domusnovas, nell’ottica di uno sviluppo del territorio che sia pacifico e sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale, ricordando che tale fabbrica aveva una produzione civile fino al 2001 quando è stata convertita, con soldi pubblici, dalla produzione civile (di esplosivi per le attività minerarie) al militare.

Immagine: http://www.af.mil

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