L’attentato ad Istanbul: un atto malvagio

Così lo ha definito il pastore Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese, esprimendo solidarietà alle famiglie delle vittime

Il nuovo anno si è aperto con il terribile attentato avvenuto in Turchia, dove sono morte almeno 39 persone e ne sono rimaste ferite una settantina. Intorno all’1.30 locale, nel rinomato nightclub Reina, che si affaccia sulle rive del Bosforo e che è luogo d’intrattenimento scelto da celebrità e stranieri in visita in Turchia, un uomo armato ha fatto irruzione e ha sparato all’impazzata sui circa settecento presenti che stavano festeggiando l’arrivo del 2017.

Unanime la condanna internazionale, dalla Casa Bianca all’Unione europea. Anche il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) ha deplorato l’attacco terroristico che è il quarto in Turchia, in meno di un mese. Nel solo 2016 centinaia di morti sono rimaste vittime in almeno sei grandi attentati, l’ultimo dei quali è avvenuto appena venti giorni fa nei pressi dello stadio di Istanbul.

«Ancora un altro attacco terroristico a Istanbul. Persone innocenti stanno soffrendo ancora una volta. Si tratta di un atto malvagio», ha dichiarato il past. Olav Fykse Tveit, segretario generale del Cec. «Questo attacco è particolarmente scioccante, in primo luogo perché sembra che ci sia stato un chiaro e deliberato intento di colpire le persone che si stavano semplicemente divertendo il giorno del nuovo anno».

Tveit ha commentato ancora: «Di fronte a questa brutalità, tutte le persone di fede e di buona volontà devono insieme nuovamente assumersi l’impegno di rispettare e prendersi cura l’un dell’altro, di proteggersi reciprocamente, e di prevenire tale violenza».

Il Cec ha espresso le più sentite condoglianze per i morti e feriti. «Possa Dio nella sua misericordia, essere con le famiglie delle vittime e con coloro che le accompagnano e sono di aiuto».

Anche l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, in un tweet a nome della Chiesa anglicana, ha invocato la preghiera per le vittime: «Inquieti per il dolore e la paura, coloro che sono abbandonati si volgono a te: nell’ora della prova, buon Dio, liberaci, o Dio santissimo, potente, la cui saggezza è la croce di Cristo».

Anche il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese, a poche ore dall’attentato, ha commentato su Twitter: «Dolorosissimo inizio d’anno: un pensiero e una preghiera per i cari di tutte le vittime. Ma violenza e odio non devono prevalere».

Immagine: By Moyan Brenn from Anzio, Italy - Istanbul, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40604775

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