Gonfiato il numero di fedeli, multata la chiesa cattolica di Norvegia

La singolare vicenda messa in piedi per ottenere maggiori finanziamenti statali. La difesa della diocesi di Oslo

Alla fine per la Chiesa cattolica norvegese è arrivata una multa di un milione di corone, circa 115 mila euro, per punire in particolare la diocesi di Oslo, rea di aver gonfiato artificialmente il numero dei fedeli presenti nei registri di chiesa al fine di ottenere maggiori fondi dallo Stato. Nel paese la Chiesa luterana è chiesa di Stato, con tutti i vantaggi che ciò può determinare, mentre le altre confessioni ricevono compensazioni sulla base del numero dei propri membri di chiesa. Ma se nel 2010 risultavano abitare in Norvegia circa 70 mila cattolici sui 4 milioni di residenti complessivi, 5 anni dopo tale numero risultava raddoppiato, pari a circa 140 mila, consentendo in breve tempo maggiori entrate per oltre 5 milioni di euro, non bruscolini.

In particolare è la diocesi di Oslo a contare l’incremento più significativo, ottenuto secondo i giudici attingendo dagli elenchi telefonici quei cognomi di immigrati che parevano tradire una provenienza da una nazione a maggioranza cattolica, il tutto ad insaputa degli interessati.

Il direttore amministrativo della diocesi della capitale è stato anche accusato di truffa aggravata e per lui un altro processo verrà celebrato. La multa comminata è la via offerta dai giudici per evitare un pubblico processo, e a dire il vero, se le entrate sono veramente cresciute di milioni di euro, si tratta di poco più di un balzello, per sanare senza troppi scandali la situazione. Ma anche su questo fronte non siamo che alle prime battute, perché lo Stato non appare intenzionato a condonare una simile cifra.

La chiesa cattolica però respinge le accuse, riconoscendo errori contabili, compiuti a loro dire in buona fede con errate registrazioni, soprattutto di immigrati provenienti dalla Polonia anche in anni precedenti, e mai censiti, finendo per gravare sulle casse della chiesa senza di contro ottenere il corrispettivo statale dovuto. Questo affermano gli avvocati difensori per i quali quindi le registrazioni degli ultimi anni altro non sarebbero se non un aggiornamento delle liste.

Come avevamo raccontato da queste colonne alcuni mesi fa, quando le indagini erano ai primi passi, la vicenda aveva fatto molto clamore e avviato un ampio dibattito che ha portato ad esempio la chiesa luterana a pubblicare su un sito internet i propri registri per consentire la cancellazione a chi lo desiderasse, con una conseguente notevole emorragia di iscritti, per lo meno nei primi giorni, prima che il flusso si attestasse.

Seguiremo gli sviluppi di questa vicenda che interroga le chiese sulle modalità di finanziamento e sostentamento, così differente da nazione a nazione.

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