Uno slogan battagliero, quello adottato dall’iniziativa di promozione della lettura organizzata dall’Associazione italiana editori. Dopo il successo del 2015, con «la mobilitazione di migliaia di persone e la consegna di 240.000 libri in tutta Italia» (si legge sul sito), quest’anno la campagna si rivolge in particolare alle biblioteche scolastiche, con nove giorni (22-30 ottobre) di mobilitazione di librerie, editori, lettori, scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado.

L’iniziativa è sostenuta da numerosi soggetti, l’associazione italiana biblioteche, i Ministeri dell’Istruzione e dei beni culturali, testate giornalistiche e naturalmente editori, librerie e biblioteche.

Tra questi, anche le librerie Claudiana hanno aderito, coordinate da Samuele Bernardini di Milano.

Bernardini ha raccontato ai microfoni di Radio Beckwith Evangelica il senso dell’iniziativa, partendo da un dato in apparenza scontato, ma imprescindibile: «Non si può fare promozione della lettura senza libri; ma i libri dove sono? Nelle case sono sempre meno, per questioni di spazio e di disponibilità economica, nelle biblioteche i tagli consentono di comprarne sempre meno, le biblioteche scolastiche sono spesso inesistenti o con libri vecchi...».

Per consentire agli insegnanti di lavorare sulla promozione della lettura è quindi necessario mettere a loro disposizione dei libri nuovi, senza i quali diventa tutto più difficile...

A questo proposito Bernardini sottolinea un paradosso: l’anello debole non è la produzione di libri (se ne stampano, al contrario, moltissimi), ma l’acquisto: un problema che coinvolge le librerie ma anche le biblioteche, che spesso possiedono libri antichi e di pregio ma sono carenti sulla produzione recente.

Grazie a #ioleggoperché si cercherà di avere dati aggiornati sulla situazione delle biblioteche scolastiche (gli ultimi sono del 2013) per capire quanto c’è ancora da fare...

Intanto ognuno può fare la sua parte: si sceglie e acquista un libro, si scrive una dedica (un libro firmato ha una valore aggiunto!) e lo si consegna al libraio o a un “messaggero” che lo porterà alla scuola gemellata con la libreria.

La libreria Claudiana di Milano ne ha due, la Scuola Media «L. Beltrami» e il Liceo Scientifico Statale «E. Vittorini».

La collaborazione fra scuole e librerie è uno degli aspetti salienti e uno degli auspici dei partecipanti, è il commento di Federica Cane: «La Claudiana di Roma si è alleata con l’Istituto comprensivo Dante Alighieri, storica scuola media del quartiere Prati. In collaborazione con il professor Navid Carucci, responsabile della biblioteca, è stata redatta una lista di desiderata cui si aggiungeranno i titoli scelti dai donatori. I nostri clienti-lettori appassionati e generosi potranno così offrire ai ragazzi le storie che li hanno avvinti, o pescare tra le numerose novità dell’editoria per ragazzi. Un passaparola coinvolgente, una condivisione che speriamo apra la strada a feconde collaborazioni con le scuole del quartiere».

Ulteriore elemento a sostegno della lettura sarà portato dagli editori, che si impegnano a raddoppiare le donazioni con altrettanti libri.

Ma le figure chiave dell’operazione sono i messaggeri sono, gli stessi librai, studenti, insegnanti, genitori, che supportano #ioleggoperché nelle librerie, nelle scuole e anche nelle aziende.

Infatti, un ambito particolare è quello delle biblioteche aziendali: quest’anno sono state coinvolte anche le aziende affinché si dotino di spazi di lettura che non includano soltanto manuali e testi professionali.

20 aziende hanno aderito, insieme a 1417 librerie e 2378 scuole, per un totale di 4487 gemellaggi. Per quanto riguarda la partecipazione delle scuole, Bernardini sottolinea un paradosso: il numero delle librerie aderenti supera quello effettivo, ciò significa che hanno aderito anche diverse cartolerie; il numero di scuole è invece inferiore al totale, a testimoniare un interesse ancora limitato, o forse difficoltà maggiori nel prendere parte all’iniziativa. Ma anche che molti istituti possono ancora aderire e favorire la lettura!

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