Come ogni anno sono molti gli ospiti, italiani e stranieri, presenti al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi.

Tra questi anche don Cristiano Bettega, direttore ufficio Ecumenismo e Dialogo interreligioso della Cei, che ha seguito con interesse e partecipazione la discussione in aula sinodale del mattino di lunedì 22 agosto, dedicata proprio al tema dell'ecumenismo.

A lui abbiamo chiesto un commento sulle parole inviate da papa Francesco ai partecipanti al Sinodo: il pontefice ha sottolineato come le differenze tra cattolici e valdesi non impediscano di trovare forme di collaborazione nell’ambito dell’evangelizzazione, del servizio ai poveri, agli ammalati e ai migranti.

«Un esempio di questa collaborazione concreta - dice Bettega - è proprio il progetto dei Corridoi Umanitari della Fcei, Tavola Valdese e Comunità di Sant'Egidio. Un'iniziativa che deve essere presa come un esempio da replicare, come faro di riferimento. Per far capire alle nostre rispettive chiese e alle chiese cristiane in generale che questi tipi di collaborazione dovrebbero essere una logica conseguenza del culto che facciamo tutte le domeniche: una comune lettura del Vangelo che, al di là delle varie interpretazioni, insegna ad amare il prossimo come noi stessi».

Nel 2017 si ricorderanno i 500 anni dalla Riforma Protestante: un anniversario importante che, come dichiara don Bettega, non deve essere seguito solo dalle chiese protestanti: «Come cristiani cattolici non possiamo lasciare da parte Lutero e il confronto con la sua teologia».

 

 

Foto Riforma

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