Bandire la menzogna

Un giorno una parola – commento a Efesini 4, 25

Secondo la lettera agli Efesini, l’operare divino è volto a «raccogliere… in Cristo tutte le cose» (1, 10). La riconciliazione dei popoli con Dio, la pace tra i popoli, la costruzione di una chiesa «ben collegata e ben connessa», lo stesso rinnovamento dell’essere umano è frutto di quell’operare senza sosta dell’unico «Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti» (4, 6).

Coesione, comunione, unità sono fondamentali in questo quadro al quale, però, si oppone il diavolo con le sue insidie (6, 11). Il diavolo la cui opera consiste – come dice il termine stesso – nel dividere, nel disperdere, nel disgregare. In che modo? Proprio attraverso la menzogna di cui il diavolo è maestro e padre.

Il mentire gli uni agli altri, il dissimulare e l'ingannare minano alla radice la coesione sociale, la riconciliazione, la pace che Dio sta creando. Dire il falso rende impossibile una comunicazione autentica tra esseri umani, corrompendo fin da subito il mezzo per eccellenza di quella comunicazione, la parola.

Perciò la menzogna in tutte le sue declinazioni, frode, seduzione, astuzia, inganno va bandita per essere sostituita dalla verità «perché siamo membra gli uni degli altri». La menzogna danneggia noi stesse, erode la collettività, ostacola il disegno divino.

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