Una Bibbia ecumenica

Presentata a Terni la prima edizione protestante del nuovo testo biblico della Conferenza episcopale. L’intervista al pastore Pawel Gajewski

Il 29 aprile scorso, a Terni, presso il Cenacolo San Marco, la casa editrice protestante «Società Biblica Britannica e Forestiera» ha presentato una nuova edizione biblica a tiratura limitata. Il fatto costituisce notizia perché a essere pubblicato è il testo ufficiale della Conferenza episcopale italiana (Cei): stiamo dunque parlando di una «Bibbia cattolica» di editore protestante. Ne discutiamo con il pastore Pawel Gajewski, presente all’incontro di presentazione co-organizzato dalla Chiesa valdese di Terni.

Partiamo da lontano, a beneficio dei lettori meno informati. In che senso il testo pubblicato da «Società Biblica» è «cattolico»? Il fedele o il semplice lettore come distingue la confessione di una Bibbia?
«Il testo che “Società Biblica”, una casa editrice protestante, ha deciso di pubblicare, è l’ultima versione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana (Cei). Un lavoro durato 12 anni e terminato nel 2008. L’iniziativa, sorta da parte cattolica perché come tutte le lingue anche l’italiano evolve nel tempo, diede comunque luogo ad una rielaborazione ecumenica, grazie alla consultazione con il Collegio rabbinico da un lato e la Federazione delle chiese evangeliche italiane dall’altro. Dal punto di vista filologico, per quanto riguarda le traduzioni e la lingua, è difficile distinguere tra bibbie cattoliche e bibbie protestanti; la differenza di fondo, teologica, riguarda i 7 libri dell’Antico testamento che normalmente non si trovano nelle edizioni protestanti perché considerati apocrifi, in quanto scritti in greco e non in ebraico. In sintesi, il canone protestante contiene 39 libri, il canone cattolico 46. Ora, la Bibbia di cui stiamo parlando è un’edizione protestante del testo della Conferenza episcopale italiana: contiene quindi anche i 7 libri deuterocanonici».

Ogni operazione editoriale, non è malizioso ricordarlo, affianca motivazioni culturali a motivazioni economiche. In entrambi i sensi, quali sono le peculiarità di quest’edizione?
«Durante la presentazione altri giornalisti hanno fatto domande sulle motivazioni economiche dell’editrice. La risposta è già data, perché anche le case editrici stanno sul mercato. A mio giudizio però la differenza la fanno i contenuti. Da questo punto di vista, il vero tratto distintivo di quest’edizione si trova in appendice, dov’è raccolta la cosiddetta Lectio Divina, un antico manualetto di lettura biblica che include la preghiera e la meditazione; una lettura spirituale e non solamente storico-critica. Questa piccola “guida alla lettura” esiste in diverse versioni, quella riportata in quest’edizione proviene dall’America Latina ed è nobilitata dall’introduzione di Papa Francesco. Nel presentare la Lectio Divina, Francesco ha ripreso i nuclei dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, ribadendo che accanto allo studio accademico c’è bisogno di questo rapporto intimo personale con la parola di Dio. A dire il vero, la lettura interiore della Bibbia è una prassi antichissima della chiesa, che si presenta in vari movimenti di risveglio all’interno del protestantesimo. Il pietismo luterano tedesco ha fatto proprio un metodo di lettura molto simile, un approccio ai testi che esiste anche nella spiritualità metodista, e a tratti nell’universo delle chiese pentecostali. Dunque a mio giudizio anche l’appendice che caratterizza l’edizione contribuisce a gettare un ponte ecumenico tra cattolici e protestanti».

È esagerato indicare in questa «edizione ecumenica» un fatto storico?
«Direi di sì, è esagerato. La lingua italiana si evolve. Ogni traduzione, cattolica, protestante o ecumenica che sia è la risposta all’evoluzione della lingua. Anche la cosiddetta “Nuova Riveduta” del 1994, la traduzione diffusa nel mondo protestante, è in corso di rifacimento. Che una casa editrice protestante pubblichi una Bibbia di tradizione cattolica è un fatto importante ma non viene dal nulla e non è senza precedenti. “Società Biblica” nasce per diffondere testi protestanti, ma ha da tempo un approccio ecumenico, tanto che la stessa editrice ha al suo interno rappresentanti della Chiesa cattolica. Per un protestante la vera novità di quest’edizione non sarà il testo Cei del 2008, ma la ripresa della Lectio Divina che ci fa riscoprire un tipo di lettura presente nella spiritualità dei movimenti di risveglio del mondo protestante, ma di cui abbiamo perso consapevolezza. Una lettura che precede la Riforma protestante, e che potrebbe diventare un modo ecumenico di leggere la Bibbia. Dopodiché, se guardiamo alla Storia d’Italia nel lungo periodo, certamente gli accadimenti di oggi sarebbero stati inimmaginabili in altre epoche. La distribuzione delle bibbie in italiano comincia nell’Italia risorgimentale, con la traduzione del Nuovo Testamento operata da monsignor Antonio Martini. Era il 1778, ed egli traduceva dalla vulgata in latino. In realtà lui tradusse l’intera Bibbia ma le società bibliche diffusero soltanto il Nuovo Testamento. Antonio Martini morì, alto prelato, nel 1809, ma nel 1820 Papa Pio VII vietò la diffusione di tutte le traduzioni italiane della Bibbia, compresa quella di Martini. Già all’epoca, da parte protestante, si tentava di diffondere la nostra traduzione di Giovanni Diodati. Direi che dal punto di vista ecumenico da allora abbiamo fatto grandi passi avanti…».

Come si vive a Terni quella che sembra essere una nuova stagione di dialogo ecumenico tra la confessione cattolica e le confessioni protestanti?
«Viviamo senza dubbio un momento favorevole alla collaborazione ecumenica. Anche noi qui a Terni ci gioviamo di questo nuovo clima, inaugurato dalla visita del Papa al tempio valdese di Torino. La presentazione di questa nuova Bibbia va infatti vista all’interno di un più ampio programma di iniziative che stiamo portando avanti: tra febbraio e maggio abbiamo realizzato un corso di ecumenismo interconfessionale, animando due incontri al mese; qui a Terni c’è poi un collaudato festival cinematografico, dal titolo «Popoli e religioni»; dal 2016 la Chiesa metodista è entrata a far parte del Comitato organizzatore. Arnaldo Casali, direttore del festival, ha moderato la presentazione della nuova Bibbia: un incontro che ha goduto di una partecipazione molto numerosa e qualificata, e che dobbiamo all’impegno della sua vera organizzatrice: Emanuela Buccioni, cattolica e grande promotrice dell’ecumenismo ternano. Il nostro obiettivo ultimo è quello di creare qui a Terni un Consiglio delle chiese cristiane».

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