Il ravvedimento è per tutti e tutte

Un giorno una parola – commento a II Pietro 3, 9

«Tornate a me», dice il Signore degli eserciti, «e io tornerò a voi»
Zaccaria 1, 3

Il Signore è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento
II Pietro 3, 9

Siamo impazienti, vogliamo avere tutto e subito e se bisogna scavalcare qualcuno per ottenere ciò che abbiamo in testa, pazienza…

L’economia che Dio mette davanti a noi, per fortuna nostra, segue altre strade. Dio ci dà tutto il tempo. Nell’era della fretta, non abbiamo più tempo, ma Dio ha tempo per noi, tutto il tempo di cui abbiamo bisogno. Non vuole che qualcuno si perda per strada.

Dio ha davanti a sé tutta l’umanità. Non fa differenza fra alti e bassi, giovani e anziani, intonati e stonati, donne e uomini, etero e omo, bianco e nero. Non contano classe, sesso, genere, colore della pelle, etnia. Mi ricordo uno studio biblico durante il quale il pastore chiedeva ai suoi membri di chiesa: voi credete che siamo salvati per fede? La risposta fu un «sì» unanime. Ma il pastore scuoteva la testa e diceva: «No, non lo credete. Se qualcuno non si comporta secondo i vostri criteri, voi dite che non è cristiano, che non ha la vera fede».

Dio ci chiede di alzare lo sguardo al di là di noi stessi e di vedere i rifugiati che bussano alle nostre porte; le tante persone a cui vengono negati i diritti; le precarie condizioni di lavoro.

Dio con la sua pazienza ci scuote e chiede una risposta da noi. E non sempre ciò che ci è chiesto è in sintonia con le nostre motivazioni. Dio ci chiede di allargare il nostro sguardo verso tutte e tutti, di non escludere, ma includere. Il ravvedimento è per tutte e tutti, non è una nostra proprietà esclusiva.

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