La nuova realtà del Regno di Dio

Un giorno una parola – commento Apocalisse 12, 10

Il Dio del cielo farà sorgere un regno, che non sarà mai distrutto 

Daniele 2, 44

Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: «Ora è venuta la salvezza e la potenza, il regno del nostro Dio e il potere del suo Cristo» 

Apocalisse 12, 10

 

«Di quel Regno tuo, che ne sarà?» È una frase di un poeta olandese che sottolinea lo stridente contrasto con la realtà di oggi e il Regno di Dio. Qui regna la morte, non la vita. E le sofferenze laceranti di molte persone le fanno vacillare. La predicazione di Gesù porta questo Regno vicino, ma la vita che viviamo ogni giorno raramente ne vede i segni. 

Invece questo Regno è vicino, cioè è alla nostra portata. Sta davanti alla nostra porta. Possiamo vivere nella sua prospettiva. Se la realtà del Regno di Dio entra nella nostra vita quotidiana, cominciamo a vedere le cose sotto un’altra luce. 

Se non preghiamo, la vita scorre lo stesso, il solito tran tran fa il suo percorso. Se cominciamo la giornata con la preghiera o la lettura di un passo biblico, la giornata è vissuta in una certa direzione. Essa, allora, può prendere un’altra piega, perché siamo aperti e aperte a nuove strade e possibilità (se prendiamo la nostra preghiera sul serio).

L’attesa nostra non è un’attesa passiva, non sminuisce l’impegno della chiamata di Dio. Anzi, ci chiede già oggi di vivere in quella prospettiva, di prenderla sul serio, di renderla vivente, proprio nelle situazioni mortali che viviamo. Le strutture economiche dominano la nostra vita? Noi nelle nostre relazioni possiamo dimostrare l’opposto, possiamo far valere altre dinamiche.

«Ora è venuta la salvezza e la potenza, il regno del nostro Dio e il potere del suo Cristo», è ora che prendiamo sul serio questa nuova realtà che la fede mette davanti a noi, e che cominciamo a vivere nella prospettiva del regno, ora.

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