Gli albanesi in Italia oggi

A 25 anni dai barconi della disperazione, come vive la più «antica» comunità non comunitaria d’Italia?

– I cittadini albanesi residenti in Italia con regolare permesso di soggiorno sono circa 498.000, pari al 13% degli extracomunitari (i primi sono i marocchini, con il 13,08%). A questi vanno aggiunti i circa 80.000 albanesi che in questi anni hanno ottenuto la cittadinanza italiana (Italia e Albania ammettono la doppia cittadinanza). Si consideri che nel mondo ci sono circa 10 milioni e mezzo di albanesi «etnici». Di questi più di un milione vive in Turchia e Grecia, mezzo milione in Germania e soltanto 3 milioni risiedono in Albania.

– Quella albanese è la seconda comunità non comunitaria «più sposata» dai cittadini italiani. Nel solo 2013 i matrimoni misti sono stati 1083 (nel 67% dei casi si è trattato di una donna albanese che ha sposato un marito italiano).

– Gli albanesi in Italia lavorano il 28% nell’edilizia, il 20% nell’industria, l’11,5% nei servizi pubblici. L’attuale tasso di disoccupazione della comunità albanese (22,7%), di poco superiore al tasso medio dei lavoratori extracomunitari (17,4%), è dovuta innanzitutto alla crisi dell’edilizia. I cittadini albanesi disoccupati sono circa 60.000. Il lavoro autonomo coinvolge una percentuale rilevante di lavoratori albanesi (24%). Al 2014, i titolari albanesi d’imprese individuali erano 30.703, pari al 9,2% degli imprenditori non comunitari presenti in Italia (solo Marocco e Cina ne hanno di più).

– La scuola primaria accoglie la maggior parte degli studenti albanesi: 38.617 alunni, che rappresentano il 36% della popolazione scolastica appartenente alla comunità. Quote pari al 22% si distribuiscono tra la scuola dell’infanzia e le superiori, mentre un quinto degli alunni di cittadinanza albanese frequenta le scuole medie. Secondo gli ultimi dati Miur, nel 2015 si sono immatricolati presso le università italiane 1642 studenti albanesi: il 12,62% di tutti gli stranieri, secondi soli ai rumeni (14,69%) che però sono cittadini europei. Il primato della comunità albanese nell’istruzione universitaria è stimolato dalla presenza in loco di una comunità già integrata, capace di ospitare amici e parenti desiderosi di una laurea europea, nonché dalla diffusione della lingua italiana in Albania: ancora oggi, si stima che il 60% della popolazione albanese sia quantomeno in grado di comprendere l’italiano.

– Il quadro attuale dell’immigrazione in Italia vede rallentare la crescita delle comunità più radicate: tra il 2014 e il 2015 i marocchini sono calati dell’1,2% e gli albanesi dello 0,8%, mentre le comunità pakistane e bangladesi, pur rimanendo numericamente inferiori, hanno incrementato le presenze dell’8,9% e dell’8,6%. Va detto che sul calo delle comunità storiche influisce il processo di naturalizzazione: nel solo 2014, 21.148 cittadini albanesi hanno attenuto la cittadinanza italiana. Al contempo gli ingressi sono in calo e gli albanesi cominciano a trasferirsi fuori dal nostro paese (oltre 2.200 nel 2014) o a fare ritorno in patria.

Prima dell’ateismo di stato, imposto dal dittatore Enver Hoxha nel 1967, l’Albania era composta per il 70% da musulmani, per il 20% da cristiani ortodossi, per il 10% da cattolici. Secondo il censimento promosso dal governo albanese nel 2011, oggi il 57% dei cittadini albanesi si dichiara musulmano, il 2% bektashi, il 10% cattolico, il 7% ortodosso e lo 0,1% cristiano evangelico, mentre solo il 2,5% si definisce ateo.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Rapporto annuale sulla presenza dei migranti. La comunità albanese in Italia (2015)

Foto: Di Alblefter - Albanian and Italian Governments, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8684197