Assemblea Teatro fa «centro»

Con la riforma del teatro italiano la compagnia è stata inserita nella categoria «centri di produzione teatrale»

«Siamo stati inseriti nel terzo livello, parlando di teatro in Italia –ci spiega Alberto Dellacroce, responsabile della comunicazione –e questo ci rende molto orgogliosi. Con la riforma voluta dal Ministero dei beni e delle attività culturali sono state ridefinite 7 grandi strutture (Teatri Nazionali), che corrispondono ai teatri stabili, (Stabile di Torino, Piccolo di Milano, il più importante) e come secondo livello ci sono i teatri di interesse pubblico, spesso nelle grandi città (questi circa 10). Assemblea Teatro fa parte della terza fascia, quella che “contiene” i centri di produzione teatrale (una ventina in tutta Italia) mentre al quarto livello sono inserite le 40 compagnie teatrali». I parametri per poter presentare la domanda ed essere ammessi nel novero dei centri di produzione sono molto rigidi. «Siamo entrati grazie alla nostra attività all’estero, al fatto che produciamo ogni anno 5 nuovi allestimenti, che abbiamo alcuni teatri con cui lavoriamo strettamente oltre a quello eletto come nostra “casa” e non ultimo parametro siamo presenti sul territorio in molti modi (ormai storico il legame con il Forte di Fenestrelle) e che ospitiamo altri centri di produzione e altre compagnie nei “nostri” teatri». Questa nuova connotazione va a modificare in qualche modo il vostro modo di fare teatro? «Assolutamente no –conclude Dellacroce –in quanto proprio per essere ammessi in questa categoria bisognava già avere certi requisiti che noi abbiamo acquistato nel tempo».

Per Renzo Sicco e tutta Assemblea Teatro è una grande soddisfazione essere, dopo il Teatro Stabile di Torino (Teatro Nazionale), il Teatro Piemonte Europa (Teatro di interesse nazionale), la terza realtà di Torino e del Piemonte: un riconoscimento del grande lavoro di questi anni e soprattutto della forte vitalità della compagnia che continua a saper produrre e indicare.

Foto Claudio Massarente