Confronti. Nasce il centro studi su religioni e migrazioni

La rivista interreligiosa ed ecumenica Confronti si dota di un centro di ricerca interdisciplinare sul fenomeno della migrazione in Italia e in Europa a partire dal fattore religioso, e curerà il Dossier Statistico Immigrazione del 2015

«Il Centro Studi Confronti e Migrazioni vuole essere un luogo di ricerca scientifica sul fenomeno migratorio a partire dal fattore religioso. Il Centro studi ha tre punti fermi: si compone di giovani ricercatori, mette insieme diverse discipline scientifiche e costruisce una rete internazionale tra dipartimenti universitari». Queste le parole con cui il direttore di Confronti, Claudio Paravati, ha descritto il Centro Studi Confronti e Migrazioni (Cscm), nato il 26 maggio scorso nella sede della rivista interreligiosa. Il gruppo di ricerca composto da una quindicina di persone mette insieme «competenze differenti, dalla linguistica, all’economia, la giurisprudenza, la filosofia e la teologia, ed esprimerà ricerche di campo e teoriche per contribuire al dibattito scientifico sul fenomeno della migrazione e della pluralità religiosa in Italia», ha aggiunto Paravati.

La giornata di studio con la quale il Cscm ha iniziato la sua attività si è aperta con le relazioni di Paolo Naso, docente alla Sapienza, e Mostafa El Ayoubi, islamologo, caporedattore della rivista Confronti. ll fenomeno migratorio si è trasformato, ha detto Naso, da migrazione per lavoro a migrazione stabile, familiare, fatta di ricongiungimenti da una parte, e migrazione per motivi umanitari, di chi scappa da guerre e persecuzioni etnico-politico-razziali dall'altra. Il sistema di accoglienza europeo risulta frammentato e impreparato, per l’Italia si può parlare di «immigrazione senza integrazione». Non è possibile comprendere la migrazione se si trascurano le cause geopolitiche, secondo El Ayoubi. La migrazione diviene, in questo quadro, un side effect dei giochi internazionali di potere. Il modello d’integrazione alla francese, assimilista, e inglese, comunitarista, sono strade che hanno mostrato forti contraddizioni interne irrisolte. E' una via italiana quella da costruire, a partire dal pluralismo religioso fatto di diritti e cittadinanza, conclude El Ayoubi.

Il Cscm prevede ricerche sul campo e ricerche teoriche. Tra le prime si ipotizzano studi su Castelvolturno e sulle migrazioni stagionali dei migranti nel sud Italia; tra le seconde, ricerche su Lampedusa, sui modelli di integrazione e discriminazione nell’ambito del lavoro, del culto, della cittadinanza, in particolare sulle cosiddette «seconde generazioni». «Confronti curerà quest’anno la realizzazione del Dossier Statistico Immigrazione, in collaborazione con lo storico gruppo di ricerca Idos – ha concluso Paravati – il Centro Studi vuole essere un salto di qualità nella ricerca specifica che Confronti può offrire: religioni e integrazione».

Sono membri del gruppo di ricerca Cscm: Ilaria Valenzi, giurisprudenza (Università Sapienza, Roma), Davide Caliaro, filosofia (Università di Verona), Carmelo Russo, antropologia (Università Sapienza, Roma), Katiuscia Carnà, sociologia (Università Sapienza, Roma), Donato Di Sanzo, storia (Università di Salerno), Giulia Pagliani, economia (Università Sapienza, Roma), Matteo Rivoira, linguistica (Università di Torino), Aline Pons, linguistica (Università di Torino), Marco Fornerone, teologia (Università di Losanna, Svizzera), Alessia Passarelli, sociologia (Trinity College, Dublino, Irlanda), Jenn Lindsay, antropologia (Boston University, Usa).

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