Agape e Prali pronte per l’inverno

Neve abbondante e piste adatte anche agli appassionati di free ride. Il Centro ecumenico sempre più internazionale

Nell’articolo di ieri ci siamo fermati a Scopriminiera con il nostro viaggio nella val Germanasca. Oggi ci spostiamo nell’ultimo grande centro abitato della valle, incastonato fra le montagne. Ghigo di Prali, dove ad aspettarci ci sono il direttore della Nuova Tredici Laghi, Fausto Sanmartino e Demetrio Canale, vicedirettore di Agape.

Sanmartino ci racconta di come le seggiovie praline si stiano con difficoltà ma costantemente ritagliando un angolo di mercato, riuscendo a stare al passo. «Abbiamo la fortuna di avere grandi quantità di neve in questo angolo di Alpi, che ci permettono di aprire prima e chiudere dopo altre stazioni molto più blasonate. Negli ultimi anni siamo diventati un’eccellenza per quanto riguarda il free ride, il fuoripista. Abbiamo paesaggi incantevoli e un notevole dislivello che riesce ad attirare molti, giovani e non solo. Stanno arrivando anche i francesi con le loro guide da La Grave, patria del free ride, a sottolineare quanto sia importante questo nuovo mercato. Altro riconoscimento, questa volta ufficiale, l’abbiamo ricevuto a Skipass, la fiera di settore di Modena, che ci ha premiati come terza località free ride d’Italia». Non solo aspetti positivi per Sanmartino. «Notiamo, soprattutto durante l’estate quando le seggiovie funzionano per gli escursionisti, una quasi totale assenza di pubblico giovane. I giovani si sono allontanati dalla montagna, che ovviamente costa fatica. Preferiscono fare altro ma pensiamo che questo vuoto, anche culturale, sia grave. Bisognerebbe iniziare con delle attività mirate nelle scuole per avvicinare i giovani alla montagna e alla natura». L’equilibrio di Prali, per quanto riguarda lo sci, è raggiunto. «Non prevediamo espansioni del comprensorio, i costi sono troppo elevati. Piuttosto lavoriamo su ciò che abbiamo, creando alcuni nuovi tracciati e potenziando lo snow park».

Agape invece è posta un po’ più in alto rispetto a Ghigo, in posizione panoramica.

La struttura è vuota, una leggera pioggia ci accompagna mentre entriamo nell’ufficio di Canale. «Bene, è andata bene», così risponde alla nostra domanda su come sia andata la stagione estiva, ricca di campi. «Abbiamo avuto alcuni “compleanni”: il 35 per il campo gay e il 40 per quello che era conosciuto come il campo femminista. Tutti i campi sono stati ben frequentati, anche per quanto riguarda la componente straniera. Stranieri, volontari, anche nel gruppo di residenti e nei campi di lavoro con una buona presenza di turchi, fino a oggi poco visti ad Agape». Il centro sta però attraversando un momento difficile. «Abbiamo iniziato questa stagione invernale con una grave mancanza, la nostra direttrice Caterina Duprè, che per motivi di salute è stata costretta a lasciare, momentaneamente la direzione. Le ultime notizie sono confortanti, e questo ci fa ben sperare». Altra difficoltà da affrontare è la solita crisi generalizzata. «In parte è arrivata anche qui. Abbiamo avuto meno scuole e anche le famiglie che vengono per la settimana bianca sono poche. Abbiamo prenotazioni per dei fine settimana e l’anno che si presenta lo affrontiamo senza immaginarci grandi cambiamenti». Chiudiamo il nostro viaggio cercando di capire come funziona il rapporto fra Prali e Agape. «Prali accoglie sempre a braccia aperte Agape. Certo, come in tutti i matrimoni, ci sono momenti più felici e altri meno, ma pensiamo sia arricchente sia per Agape sia per Prali essere in stretto contatto». 

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