La rivelazione Euphorica

La band bergamasca fra acustica ed elettronica

Arrivano da Bergamo, sono in quattro, e si chiamano Euphorica. Una band singolare, che annoda stretti con le parole i suoni acustici e quelli elettronici, producendo un risultato compatto e omogeneo, eppure pieno di riverberi e riflessi opalescenti. 

Come molte altre formazioni, iniziano come cover band, ma presto avviene la trasformazione, con la produzione di materiale proprio. Ed è proprio in questo cambio di contenuto che avviene anche la metamorfosi a livello stilistico; con il cantato in italiano ed il suono squisitamente anglosassone gli Euphorica  riescono, pur con nessuno sforzo, a sgusciare fuori dall'incasellamento che un'etichetta vorrebbe dargli. Non sono rock, non sono pop, non sono folk, non sono indie, ma sono invece qualcosa a metà strada tra tutte queste influenze, dovute soprattutto ai diversi ambienti ed ascolti dai quali arrivano i componenti Davide Zanni, Paolo Armati, Roberto Pittet e Salvatore Lentini.

Il primo risultato del loro lavoro è stato l'album In Viaggio, acerbo ma già indicativo della strada intrapresa. Ma è con il secondo La Rivelazione che il quartetto bergamasco mostra tutta la sua poliedricità, affiancando ad un sound del tutto originale anche dei testi strutturati, che affrontano e indagano il tema della realtà e del suo doppio, dell'identità degli uomini e delle maschere che indossano, arrivando a citare Ungaretti e racconti della tradizione popolare per osservare una caratteristica tipica della società, lasciandosi incuriosire e raccontandone con passione e genuinità.

Grazie ad un piglio diretto ma delicato, gli Euphorica arrivano dove vogliono, ma senza imporre nulla, anzi, suggerendo diverse possibili strade interpretative, non solo da un punto di vista contenutistico, ma anche musicale; un'impresa non facile, ma che la band affronta con estrema naturalezza, offrendo con La Rivelazione la possibilità di accontentare orecchie anche molto diverse, perché il passaggio da un sound all'altro è senza soluzione di continuità, eppure ogni aspetto ed ogni colore si possono ritrovare vividi e vitali.

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